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Milly Carlucci a MT: «Portiamo Ballando con le stelle tra i terremotati»

Milly Carlucci si rimette alla ricerca di ballerini provetti. E lo fa portando in giro per l’Italia il collaudato format Ballando on the road, un vero e proprio tour prodromico alla nuova edizione di Ballando con le stelle, la cui nuova edizione partirà a febbraio, subito dopo la conclusione del Festival di Sanremo. La prima tappa del tour, domani e domenica, sarà Monza (Auchan, via Lario 17). «La televisione ha aiutato a spingere il ballo, che è sempre stata una nostra grande passione», spiega la Carlucci a Mi-Tomorrow.

Come hai scatenato la vena ballerina degli italiani?
«Sono felice di aver cambiato l’idea del ballo, che prima era considerata una cosa da balera, prettamente per anziani. Invece poi si è scoperto che in modo vario unisce tanti adolescenti».

Le scuole ringraziano…
«C’è stato sicuramente un enorme successo delle scuole di balli latini, ma anche dell’hip-hop tra i ragazzini. Si balla dappertutto ed è un bel messaggio per le famiglie. E’ bello sapere che i nostri ragazzi siano impegnati in qualcosa di sano, che coinvolge ogni età».

Come fai a tenere a bada i tuoi giudici?
«Li conosco bene, bisogna far un bel respiro e buttarsi nella mischia. Sono particolarmente legata a Carolyn Smith, che farà tutte le tappe on the road insieme a me. Lei è sempre al mio fianco, anche nei momenti difficilissimi della vita. E’ passata attraverso una malattia, però non ha mai mollato».

Un’altra risorsa del ballo?
«Diciamo che è un bel messaggio per tutti. Lei sta pure organizzando corsi di ballo-terapia, convinta che per affrontare i momenti difficili e non sentirsi un relitto serva tanto buon umore».

Porteresti una tappa di Ballando tra i terremotati del Centro Italia?
«Magari, se ce ne fosse la possibilità ben venga. Anche sotto una tenda sarebbe bellissimo regalare un momento di sorriso e alleggerimento. Abbiamo bisogno di momenti di sfogo, in cui molliamo la tensione e dimentichiamo il fardello che ci portiamo sulle spalle».

I calciatori come se la cavano?
«Non bisogna sottovalutarli, sono molto portati per il ballo. L’anno scorso venne Alessandro Del Piero e fu bravissimo col tango».

Non proprio la stessa cosa si può dire di Higuain…
«Bisogna considerare che la performance in tv dipende dal tempo che hai a disposizione per provare. Forse qualcuno l’abbiamo mandato un po’ allo sbaraglio. A Higuain chiederemo comunque una prova d’appello».

Altri progetti in cantiere?
«E’ stato stimolante realizzare il documentario su Giorgio Albertazzi, trasmesso di recente su Rai5. Personalmente ho sempre fatto prime serate, quindi, volendo, c’è un palinsesto da esplorare. Vedremo… Spesso si propongono dieci cose e se ne fa mezza. Ci vuole pazienza».