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I 5 volti di San Siro: quale futuro?

Case popolari ed edifici residenziali, criminalità e grandi eventi: San Siro è un quartiere difficile da decifrare. E anche da raccontare. C’è chi lo definisce «la piccola Molenbeek», per gli inquietanti legami con il fondamentalismo islamico evidenziati dalla Procura di Milano. C’è chi invece lo ha scelto per viverci, specie dopo l’arrivo della metropolitana M5. Nessuno, però, sembra capire quali possano essere i destini di un quartiere diviso su tutto, anche sul suo futuro.

TESTA • La chiave per provare a inquadrare San Siro è percorrere a piedi via Civitali. Un primo tratto residenziale, con i giardinetti interni, gli alberi nel mezzo e il celebre bar del signor Paolo all’incrocio con via Ciardi, memoria storica del quartiere e aperto dal padre quarant’anni fa. Secondo tratto vero cuore del degrado, dove i nomi delle strade sono ormai famosi per essere sotto la lente d’ingrandimento della squadra antiterrorismo meneghina. Prima il prolungamento della stessa Civitali, dove le occupazioni sono all’ordine del giorno e al civico 30 viveva Mohamed Game, che nel 2009 si fece esplodere davanti alla caserma Santa Barbara. Poi via Paravia 84, l’edificio Aler dai cancelli sempre aperti che fino al 1997 è stato covo di Abu Nassim, noto in Italia per i suoi trascorsi da reclutatore jihadista e arrestato in Libia. Nel mezzo, un reticolato di strade fatto di murales, spazzatura e abbandono: siamo in Micene, Preneste e Tracia, vie dove anche la speranza a volte sembra non averne più. Il fulcro del quadrilatero popolare, invece, è sempre lo stesso: piazzale Selinunte. Inoltrandoci tra case e negozi la tensione è palpabile, specie quando il buio prende il posto della luce. L’integrazione, del resto, è ancora un miraggio e la presenza delle istituzioni è spesso macchiata dalla criminalità: l’ultimo grave episodio di cronaca è di circa un mese fa, quando un 27enne è stato accoltellato nel cuore della notte.

CROCE • Eppure San Siro, nonostante i suoi 4.866 alloggi popolari di cui oltre 700 occupati, non è solo “Molenbeek”. È anche laboratori di integrazione da una parte ed edifici residenziali dall’altra. I laboratori sono nascosti nel cuore del quadrilatero popolare. Il comitato abitanti San Siro, dalla sua sede di via Micene, sta promuovendo l’attività #occupatideltuoquartiere, per valorizzarne le qualità. Mentre l’associazione Alfabeti, impegnata ogni giorno a fare formazione linguistica gratuita ai giovani immigrati, opera nella vicina via Abbiati, sede di numerosi caseggiati Aler. Gli edifici residenziali, quasi intimiditi e appartati, non sono così lontani. E qui la particolarità di Milano, città che al tempo stesso sa essere degradata e signorile nel giro di un fazzoletto di vie, si vede ancora nelle villette che gravitano attorno allo stadio San Siro: via Ippodromo, via Tesio e via Ottoboni, ma anche piazza Monte Falterona, sono la faccia pulita di una stessa medaglia, dove l’arrivo della metropolitana ha innalzato la rendita degli appartamenti e dove le giornate sono scandite da ritmi diversi rispetto alle vicine case popolari.

E DOMANI? • Il futuro di San Siro è più che mai incerto, tanto quanto confuso è il presente. Le vie del quadrilatero popolare raccontano di una Milano stanca, che vive alla giornata e che non può più rimandare l’appuntamento con la sfida dell’integrazione e del domani. Spetterà a istituzioni e associazionismo intervenire, per rilanciare un quartiere escluso dal Piano Periferie di Palazzo Marino e alla continua ricerca di se stesso.

I CINQUE VOLTI DEL QUARTIERE

Piazzale Selinunte
È il cuore pulsante del quadrilatero della paura, il volto del quartiere vittima del degrado. Piazzale Selinunte, oggetto di una graziosa riqualificazione urbanistica non più tardi di qualche anno fa, ha al suo centro un parco attrezzato molto usufruito dalle famiglie del quartiere. Tutto attorno, i simboli delle istituzioni municipali fanno il paio con i simboli della comunità araba: dal mercato municipale alla macelleria Biyikli Hasan, fino alla biblioteca di quartiere. E gli episodi di criminalità sono continui.

Via Abbiati
Qui a gennaio, in un palazzo popolare, un’operatrice Aler è stata aggredita durante le operazioni di un tentato sgombero. Via Abbiati, però, è anche la strada dove la speranza dell’integrazione non è ancora svanita: è sede, infatti, dell’associazione Alfabeti, formata da 70 volontari, che ogni anno organizza lezioni di italiano per circa 200 studenti stranieri provenienti da una ventina di Paesi. Nel 2015 è stata insignita della Benemerenza Civica del Comune di Milano.

Spazio Micene
Si trova a metà di una via privata breve, silenziosa, grigia. È il luogo in cui opera il comitato abitanti San Siro, che ogni martedì si riunisce alle 19.30 per parlare dei problemi del quartiere e per trovare un modo di risolverli. Lì vicino, tra via Tracia e via Preneste, sono in corso i lavori di riqualificazione per alcuni dei caseggiati popolari di proprietà Aler, nell’ambito del “programma nazionale di quartiere”. La fine dei cantieri, 2,4 milioni di euro di intervento, è prevista ad agosto.

Via Ippodromo
Una serie di villette a schiera, sede preferita dai giocatori di Milan e Inter durante la stagione calcistica di Serie A. Passeggiare per via Ippodromo, al confine tra i quartieri San Siro e Lampugnano, è come camminare in un’altra dimensione.

San Siro M5
Le due fermate, “Stadio” e “Ippodromo”, hanno dato un tocco di internazionalizzazione a Milano, che finalmente può usufruire della metropolitana vicina allo stadio. Le due fermate sono state inaugurate il 29 aprile 2015.

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