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Prove di shopping sostenibile

Estate con le porte chiuse per i negozi? E’ possibile se si considera l’iniziativa assunta dal Partito Democratico a Palazzo Marino che chiede, con una mozione, di porre fine all’abitudine di gran parte degli esercenti di tenere sempre aperti gli ingressi. Un modo – è la spiegazione della categoria – per rendere invitante la visita nella boutique. Una soluzione – replicano i più sensibili alle tematiche ambientali – che comporta l’impiego massiccio dei condizionatori d’estate e del riscaldamento d’inverno che contribuisce a far impennare lo smog. E così 29 consiglieri di maggioranza e pentastellati hanno sottoscritto la richiesta di fare inserire nel Protocollo dell’Aria, che dopo il 17 aprile deve essere riformulato, questa misura impopolare per i negozianti. La Regione, titolare del protocollo, non dovrebbe porre obiezioni, forse neppure sulla richiesta di sanzioni per chi non si adegua.

IL PRECEDENTE • Tutto fatto? Non proprio. Esiste, infatti, un precedente che non induce all’ottimismo. Nel 2011 il sindaco Giuliano Pisapia emanò un’ordinanza per vietare la pratica degli ingressi spalancati: «Sostanzialmente quel provvedimento è rimasto inapplicato – ricorda Carlo Monguzzi, presidente della Commissione Trasporti del Comune e promotore con il consigliere Aldo Ugliano della mozione –. Formalmente è decaduto con la conclusione del mandato. Ci stiamo muovendo in una situazione di emergenza perché registriamo un superamento della polveri sottili da ben 10 giorni, ma io vorrei che queste decisioni venissero adottate senza essere costretti dall’allarme che si crea sempre in questi contesti»

EFFICACIA • Resta da chiarire quanto possano incidere sullo smog misure di questo tipo: «E’ impossibile effettuare un calcolo – ammette Monguzzi – però posso dire che tanti negozi di grandi dimensioni producono un carico rilevante: diciamo che questo sarebbe uno dei tanti piccoli pezzi di una politica che vuole migliorare l’aria della città».

A SOSTEGNO • In Comune sono tutti compatti, oltre al Consiglio è su questa linea l’assessore all’Ambiente Granelli. Alleati sono Legambiente e l’Associazione Genitori Antismog: in particolare sarà promossa una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Negozio amico dell’ambiente e della città”, chi aderisce potrà esibire una vetrofania con la scritta e il logo del Comune. Basterà? «Questa estate è il banco di prova del cosiddetto shopping sostenibile: se gli esercenti daranno prova di buona volontà – assicura Monguzzi – Milano potrebbe vantare un progetto pilota ambientale».

Ferrari (Genitori Antismog): «Fa bene anche agli affari»

«Questa iniziativa l’abbiamo inventata noi con il nome Negozi Amici dell’Aria, comunque non mi offendo se il Comune ha deciso di farla propria, vuol dire che ne ha riconosciuto la bontà». Scherza Marco Ferrari, presidente dell’associazione Genitori Antismog, ricordando la campagna lanciata lo scorso che prevedeva anche la vetrofania. «Noi facevamo un discorso più ampio, chiedevamo ai commercianti di aderire ad una visione più ampia della città, più sostenibile per i cittadini come ad esempio la riduzione del traffico». I risultati di quella iniziativa sono incoraggianti con circa 100 adesioni dislocate in tutti i quartieri della città.

PASSI AVANTI • Resta molto da fare, in particolare nel rapporto con gli esercenti: «E’ vero quando sostengono che le porte aperte favoriscono l’ingresso della clientela – ammette Ferrari – per questo è necessario che tutti aderiscano: se ogni negozio tiene le porte chiuse non ci sono quelli che possono vantare un appeal particolare. Mi rendo conto che è difficile, in modo particolare per le boutique più grandi che appartengono a catene internazionali, perché le esigenze di marketing impongono di tenere sempre spalancati gli ingressi ma occorre saperle conciliare con quelle ambientali».

NELL’IMMEDIATO • Si parte, quindi, da coloro che già sono in linea con Comune e Genitori Antismog: «Non sono pochi – spiega il presidente – anche perché è costoso mantenere gli accessi sempre aperti. Credo che debba maturare nei commercianti l’idea che per garantire una città più pulita sia necessario fare qualche sacrificio: lo fanno i condomini, lo fanno i singoli cittadini è bene che lo facciano anche loro».

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