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È tempo di NutriMI: vegani o vegetariani?

Negli ultimi anni il numero di chi ha deciso di adottare una dieta vegetariana o vegana è aumentato. Il Rapporto Eurispes 2017 parla di quasi due milioni di persone nel mondo che non mangiano proteine animali mentre il numero dei vegani è triplicato rispetto al 2016.

A MILANO • A dimostrare un’attenzione a questi due diversi profili alimentari, molto diffusi anche a Milano, è l’apertura in città di negozi e ristoranti attenti alle nuove esigenze, dagli indirizzi dove mangiare un semplice panino fino ai locali stellati con ingredienti cento per cento vegetali o veg. Ma come mai i milanesi e gli italiani hanno scelto di diventare vegetariani o vegani? Il 30% dice di essere mosso dalla sensibilità nei confronti degli animali, mentre il 12% giustifica la sua scelta con la sensibilità ambientale. Infine, ben il 46,7% dichiara di averlo fatto per la propria salute.

GLI EFFETTI • E saranno proprio gli effetti sulla salute i protagonisti di alcuni studi che saranno presentati a NutriMI, il forum di nutrizione pratica che si svolgerà al Palazzo delle Stelline, domani e venerdì. I temi? Dagli studi su come le diete vegane e vegetariane possano offrire una maggiore protezione nei confronti delle malattie cronico-degenerative agli eventuali rischi di carenze nutrizionali correlate. Non solo. Durante il forum saranno presentati tutte le caratteristiche di questi due profili alimentari e le loro conseguenze sulla salute con un focus sui prodotti vegani e la loro composizione. Per iscriversi a una o più sessioni del forum basta collegarsi al sito ufficiale www.nutrimi.it.

 

«Carenze nutrizionali minime»
L’esperto Francesco Sofi a MT

«Le diete vegetariane hanno un effetto molto positivo perché riducono il rischio di patologie cardiovascolari anche se c’è bisogno di qualche accortezza», spiega a Mi-Tomorrow il professore Francesco Sofi, tra i relatori dell’evento milanese NutriMI.

Professori Sofi, quali sono i pro delle diete vegetariane e vegane?
«I due profili alimentari, caratterizzati da un elevato consumo di alimenti su base vegetale, presentano notevoli effetti positivi tra i quali, oltre alla diminuzione del rischio di patologie cardiovascolari e di alcuni tipi di neoplasie, anche la riduzione dei livelli ematici di colesterolo totale e “cattivo” LDL.

E i contro?
«Gli effetti collaterali, invece, sono determinati da un eccesso di fibra che può provocare e stimolare in maniera smisurata l’intestino e il consumo esagerato di grassi e carboidrati, se il profilo alimentare non è ben condotto».

Possono esserci carenze nutrizionali correlate a una dieta vegetariana o vegana?
«Le carenze nutrizionali sono minime: si possono riscontrare livelli bassi di ferro nel sangue, così come di alcune vitamine e di alcuni altri minerali. Ma ripeto, sono quasi tendenti allo zero, se la dieta è ben condotto in senso latto-ovo. Per quanto riguarda la dieta vegana, invece, le carenze nutrizionali, se non supportate da integratori, includono sicuramente la vitamina B12, così come la vitamina D».

Si possono colmare queste carenze?
«Con degli integratori specifici, oppure favorendo la scelta di alimenti naturalmente ricchi di queste sostanze di cui l’organismo necessita e che sarebbe in difetto, o anche favorendo alcune tecniche di germinazione, fermentazione o ammollo che ne esaltano le caratteristiche nutritive».

È vero che questa tipologia di dieta può offrire una maggiore protezione nei confronti delle malattie cronico-degenerative?
«Per quanto riguarda le malattie cardiovascolari sappiamo che l’adozione di una dieta latto-ovo-vegetariana apporta una riduzione del rischio di insorgenza delle stesse, così come di diabete e di alcuni stati patologici come ipertensione arteriosa o livelli elevati di colesterolo nel sangue».

E sul cancro?
«Sulla patologia neoplastica ancora esistono studi non univoci a riguardo, e l’evidenza risulta essere a favore solo di alcuni tipi di tumori. Scarsissimi e non univoci risultati vi sono, invece, a favore della dieta vegana: saranno necessari ulteriori studi per capire a fondo la possibile relazione».

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