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Benvenuta #MilanoDigitale: era ora!

#MilanoDigitale. Fino a qualche mese fa poteva essere un bellissimo slogan politico a supporto della campagna elettorale per la poltrona da sindaco. Ora diventa il titolo chiave di una trasformazione che la città deve fare per adeguarsi all’evoluzione tecnologica che ha investito tutti i settori e che, inevitabilmente, deve coinvolgere anche la Pubblica Amministrazione.

LA SFIDA • Partiamo da qualche esempio concreto. Chi oggi si trova a frequentare gli uffici pubblici saprà sicuramente quanto la carta sia ancora il veicolo principale di interazione tra il cittadino e il Comune. Ma non solo. Capita anche di imbattersi in cartelli che ricordano l’impossibilità di pagare le prestazioni offerte mediante carte di credito o bancomat. O contanti, o niente. Nel 2017 come nel 1997, insomma. Ma la grande sfida è iniziata, a livello nazionale e locale, con Governo e Amministrazioni che stanno finalmente compiendo una trasformazione epocale. Tra i primi a recepire questo messaggio, il Comune di Milano che, già dopo la nomina di Giuseppe Sala a primo cittadino, aveva dimostrato grande interesse in materia di trasformazione digitale con un assessorato dedicato, presieduto da Roberta Cocco.

LO STRUMENTO • Proprio l’assessore Cocco ha recentemente presentato il primo passo di questa trasformazione, che prende il nome di Fascicolo del Cittadino. Un vero e proprio raccoglitore digitale all’interno del quale sono custodite tutte le informazioni utili che riguardano i cittadini milanesi e che già ora possono essere consultate da internet e dai dispositivi mobili. Un vero passo in avanti che permetterà a tutti di richiedere certificati, controllare lo stato dei pagamenti delle imposte, richiedere permessi e prenotare appuntamenti, il tutto attraverso un singolo portale e senza la necessità di recarsi fisicamente nell’ufficio competente. «Milano vuole essere il rompighiaccio dell’innovazione tecnologica e sociale del nostro Paese – la missione di Sala –. Il nostro sforzo dev’essere quello di lavorare su tutti i fronti. Il mondo digitale può essere il minimo comune denominare che ricongiunge il nostro lavoro. Quando insistiamo sul tema dell’internazionalizzazione, delle periferie e quando ripetiamo il mantra “Milano, competitiva e solidale”, ecco, l’economia e lo sviluppo digitale possono unire tutte queste cose».

NUOVA FRONTIERA • «Siamo dentro dei processi di riforma con determinazione. L’obiettivo è semplice e di buon senso – le parole di Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione –. Se oggi la maggior parte dei servizi privati il cittadino può riceverli via mail, io credo che abbia anche il diritto di andare negli uffici pubblici il meno possibile. Quello che stiamo facendo è spingere le amministrazioni a fornire quanti più servizi digitali e di qualità, ma anche fare in modo che esista un unico ecosistema di riferimento. Grazie all’apertura di questa struttura immateriale, abbiamo aperto una nuova frontiera». Info su www.comune.milano.it.

IL BORSINO DEI TRE PROGETTI TOP

Due anni di tempo per trasformare la Pubblica Amministrazione e portarla nell’era del digitale. È evidente che una data di scadenza, per un progetto così importante, non abbia senso, ma per il momento questo è l’arco temporale nel quale il Team per la Trasformazione Digitale – e in particolare Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale – dovrà mettere in pratica questa missione. Il Senior Vice President International di Amazon, ora in aspettativa, ha infatti il compito di traghettare una serie di dati e servizi, al momento sparsi per il Paese, in un unico sistema virtuale, semplice e accessibile da tutti. I passaggi sono complessi, ma i risultati cominciano ad esserci, grazie ad una sperimentazione che coinvolge, oltre a Milano, Torino, Venezia, Bari, Palermo, Roma e Firenze.

ANPR
È l’acronimo di Anagrafe Nazionale Popolazione Residente, forse il progetto più complesso e macchinoso che le amministrazioni dovranno affrontare. L’intento è infatti quello di raccogliere i dati conservati nelle ottomila anagrafi sparse sul territorio e convogliarle tutte in un unico sistema. Una volta operativo al 100%, il sistema centralizzato permetterà di facilitare moltissimo l’aggiornamento dei dati relativi ai singoli cittadini, garantendo così un risparmio economico, ma anche di tempo. Il progetto al momento procede a rilento e solo un paio di Comuni hanno adottato il sistema in via definitiva. La nuova deadline prevede la messa online di almeno la metà dei Comuni italiani entro il 2018.

PagoPA
Tra i punti chiave dello sviluppo digitale, c’è anche quello legato ai pagamenti. Sembrerà assurdo, ma fino ad oggi molti uffici del Comune di Milano non erano dotati di sistemi per il pagamento attraverso carte di credito o debito. Finalmente la situazione è stata risolta grazie alla distribuzione sul territorio comunale di cinquanta POS, ma l’obiettivo di Piacentini e del suo team è quello di rendere ancora più smart i pagamenti. Per farlo è stato lanciato il progetto PagoPA, ovvero un sistema che permetta al cittadino di effettuare pagamenti verso le pubbliche amministrazioni in modalità elettronica e sicura. Il sistema è entrato in funzione nel 2015, ma il vero banco di prova sarà quest’anno, dove si prevede di superare i dieci milioni di transazioni.

Community
Non c’è cambiamento senza partecipazione. E questa è forse una delle sfide più interessanti e innovative legate al processo di digitalizzazione. L’idea è quella di rendere disponibili a tutti gli sviluppatori interessati i codici open source, la documentazione tecnica e un forum di discussione, affinché sia il lavoro di una community a migliorare e implementare i progetti che mano a mano verranno presentati. Una vera rivoluzione se pensiamo che fino ad ora le PA dovevano ricorrere ad iter burocratici lunghissimi per poter modificare e implementare i loro servizi digitali. Oggi, invece, basta andare su www.developers.italia.it e il gioco è fatto.

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