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Gli omini rosa di Christian Aloi

Lui si chiama Christian Aloi, in arte Aluà. Ha 29 anni, è di Catanzaro e vive a Milano da 11 anni: si è trasferito in città per cercare lavoro e ha lavorato in ogni settore, dalla ristorazione ai negozi di abbigliamento. Ma la sua grande passione è l’arte e con i suoi omini rosa sta invadendo Milano. Gli omini si caratterizzano per l’immediatezza comunicativa e la gioiosità: resi con linee spesse ed essenziali, forse memori di Keith Haring, veicolano con consapevole puerilità messaggi importanti come l’amore e i diritti di chi non ha voce. «Mostre? A Milano i locali me li sono girati tutti», ammette con il sorriso. Ma è stato invitato anche a Londra per una mostra d’appartamento e le sue opere sono state già esposte nelle gallerie di Firenze, Barcellona, Catania, Palermo e, naturalmente, Catanzaro. Insomma: Aluà fa sul serio.

Da cosa nasce questa passione per l’arte?

«Ho sempre disegnato, ma mi sono lanciato sette anni fa dipingendo su tela».

E la passione specifica per la street art?

«Da un paio d’anni. Ho sperimentato varie tecniche: ho iniziato direttamente sui muri, ma solo su quelli liberi. Non mi piace sporcare i muri privati».

Come nascono gli omini rosa che stanno impazzando in città?

«Dopo un viaggio di tre anni fa a Barcellona mi si è aperta la mente: sono tornato e ho fatto una ricerca per capire cosa e come creare qualcosa di nuovo».

Quindi non ti ispiri a nessuno? Che cosa rappresentano?

«No, non mi ispiro a nessuno di specifico. Avevo voglia di raccontare l’attualità con dei personaggi in grado di adattarsi alle situazioni e replicabili in altri formati: sono andato per sottrazione, guardando quasi alla preistoria. Il colore rosa è pensato per trasmettere un senso di pace e uguaglianza: gli omini non hanno volto e sono privi di identità, pensati apposta per permettere a tutti di identificarsi».

Come li realizzi?

«Li faccio prima a casa su carta da pacchi, li dipingo, li ritaglio e li attacco poi sui muri con della colla vinavil: così se qualcuno non li apprezza può rimuoverli con il minimo sforzo».

Ce ne sono soprattutto in zona NoLo e nella parte est della città. Perché?

«Semplicemente perché abito in zona Pasteur: viale Monza, viale Padova e tutta la zona è piena dei miei omini. Magari mi organizzerò per espandermi».

Lo sai che sulla social street di zona NoLo parlano spesso delle tue opere?

«Non faccio parte del gruppo Facebook, quindi non lo sapevo, ma un mio amico mi manda spesso degli screen di coloro che li trova e li apprezza: mi fa molto piacere».

Il tuo omino preferito?

«Non ne ho: sono tutti figli miei».