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Il coro dei residenti: “Ridateci piazza Gobetti”

Nella Lambrate al di qua della ferrovia, quella più prossima agli edifici universitari e al centro, c’è un buco nero: è piazza Gobetti, collegata alla piazza della stazione ferroviaria dalla minuscola via Salieri. Qui ci sono case, hotel, ristoranti e negozi: non è una landa desolata di periferia, eppure qualcosa non funziona. A segnalare l’aumento del degrado – e della percezione generale di insicurezza – sono gli stessi residenti, uniti nella social street di piazza Gobetti e dintorni. Una sola cosa è certa, al momento: la pazienza sembra essere finita.

PROBLEMI • Al mattino, prima dell’arrivo dell’Amsa, si cammina tra cartoni di pizza, bottiglie rotte e altre abbandonate: sono i risultati delle notti brave di piazza Gobetti. Pochi giorni fa ha aperto l’ultimo dei minimarket (all’angolo con via Astolfo) che somministrano litri di alcool a prezzi calmierati, il centro scommesse Snai raccoglie disperati di ogni etnia alla ricerca di una fortuna scappata di mano, l’illuminazione è insufficiente e non sono infrequenti gli attacchi dei vandali ai danni della piccola area giochi presente in piazza. La ferita è aperta e da piazza Gobetti, ormai, sono scappati anche i bambini.

PROSTITUZIONE • Risale al 30 aprile scorso l’aggressione in pieno giorno ai danni di un ragazzo di 26 anni – vittima di un regolamento di conti dopo una rissa verbale – e quotidiano è lo spaccio di droga a cielo aperto: il deposito? Il tetto del bagno pubblico presente in piazza. Nell’attigua via Carpi una villa abbandonata al civico 14 (sede di un’agenzia fino a due mesi fa) è diventata il covo di prostitute africane: la staccionata, divelta, garantisce un comodo accesso al giardino interno, ma i residenti denunciano atti sessuali anche tra le automobili parcheggiate. «Noi abitiamo al civico 12 e abbiamo messo una luce sperando che serva da deterrente, perché quando chiude la pizzeria di fronte inizia un via vai allucinante, soprattutto nei weekend. E c’è un uomo che va avanti e indietro a controllare che tutto fili liscio: è una dimensione malavitosa, le ragazze sono sfruttate», sbotta una signora.

IDEE E SOGNI • A poco servono i concerti organizzati dal Panificio Danelli (che dal 1963 delizia i palati di residenti e studenti) e i mercatini che da qualche mese vivacizzano la piazza di sabato: non appena si sbaracca tutto torna come prima. Alcuni cittadini hanno già presentato un esposto alla polizia e lanciano l’idea di una raccolta firme: all’orizzonte la creazione di un comitato per avere più voce in capitolo con le istituzioni che, nel frattempo, arrancano. Lo stesso Sala ai tempi della campagna elettorale aveva garantito impegno e maggior controllo sulla piazza, ma nulla è stato fatto. Alcuni invocano una chiusura serale del parchetto, altri un’area cani (attualmente la più vicina è in piazzale Udine), altri ancora vorrebbero un’area giochi per bambini più grande e chiedono una revisione delle licenze per la vendita e somministrazione di alcool. Il vero sogno, però, è una bocciofila: il progetto – e i relativi rilievi – c’è già, manca solo il finanziamento. Protetta dai suoi alberi, piazza Gobetti c’è ma non si vede: in attesa di tempi migliori, forse, è meglio così.


IL MODELLO: VIA MORGAGNI

La bocciofila di via Morgagni, via che scorre parallela a corso Buenos Aires, nasce ufficialmente nel 2002: frequentata inizialmente dagli appassionati di zona, con gli anni ha attirato avventori da altri quartieri e addirittura da fuori Milano. L’associazione che la gestisce, Amici delle Bocce, è no profit e ha come unica finalità il divertimento, l’aggregazione e la socializzazione dei cittadini: il logo, non a caso, rappresenta una stretta di mano tra un uomo e una donna.

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