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Seveso, questione di vasca

Basta un temporale per mettere in allerta tutta la città di Milano e parte del territorio metropolitano: la pioggia fa alzare i livelli e il Seveso diventa uno degli osservati speciali degli uffici comunali e della Protezione civile perché le esondazioni sono sempre dietro l’angolo e hanno spesso lasciato il loro terribile segno. La scorsa settimana sul sito del Comune era comparso questo avviso: «È importante che nelle aree più soggette a possibili inondazioni si presti particolare attenzione soprattutto a cantine e box. Durante i fenomeni più acuti è consigliabile non uscire di casa e attendere il migliorare delle condizioni meteo». Per evitare questo tipo di conseguenze da mesi, forse anni, si dibatte sulla possibilità di realizzare alcune “vasche di laminazione”, ovvero vasche antipiena che eviterebbero lo straripamento del fiume in città. Una di queste opere andrebbe realizzata alle porte di Milano, al Parco Nord. Ma ci sono migliaia di cittadini che non la vogliono affatto perché rovinerebbe l’area e l’ambiente naturale, un tesoro prezioso per il territorio.

APPROVAZIONE • Il dibattito, nelle sedi politiche e istituzionali, prosegue frenetico. La scorsa settimana si è riunita l’assemblea comunitaria del Parco Nord: i sindaci dei Comuni che costituiscono l’Ente Parco si sono riuniti per per deliberare l’approvazione del progetto definitivo della vasca di laminazione e durante la riunione si è registrata un’aperta rottura tra i primi cittadini. Mentre dal capoluogo sono convinti che il futuro bacino artificiale nel Parco Nord sia un’opera fondamentale per contenere le piene del Seveso, i sindaci dei Comuni dell’hinterland, soprattutto di quelli che si affacciano sul polmone verde, si sono sempre detti contrari al progetto.

CONTRAPPOSIZIONI • La delibera è stata approvata con il solo voto favorevole del rappresentante del Comune e la Città Metropolitana, che da solo identifica l’80% della proprietà del Parco. Voto contro per tutti gli altri Comuni: Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano e Novate Milanese. «Milano crede di esercitare il suo dominio, ma non è capace di ottenere alcun consenso. Intanto quella che dovrebbe essere la nostra Città Metropolitana registra oggi il punto più alto di incomprensione e di contrapposizione tra la “città” da una parte e la “metropoli” dall’altra, tra il centro e la periferia», il duro commento dei portavoce dell’associazione Amici del Parco Nord, da sempre in prima linea contro la vasca.

IL PROGETTO

La vasca di laminazione è un lago artificiale di 250mila metri cubi da realizzare nel Bosco delle Betulle che sorge nel territorio del Parco Nord al confine tra Milano e Bresso, a poche centinaia di metri dalle abitazioni di via Papa Giovanni XXIII. Il lago avrà una profondità di 10 metri e sarà riempito in occasione delle piene del fiume Seveso per evitare che l’acqua allaghi Milano.

I CONTRARI

In inverno il comitato per il No alla Vasca di Laminazione ha consegnato al sindaco di Milano (e di Città Metropolitana) Beppe Sala e all’assessore Marco Granelli circa 3mila firme: sono quelle raccolte tra i cittadini che si sono detti contrari all’opera. Un no forte e diffuso, perché coinvolge sia i cittadini di Bresso che hanno dato vita al comitato, sia i residenti dei quartieri a nord della città.

A FAVORE

«Un intervento che si inserisce nel sistema complessivo che prevede altre opere analoghe a Senago, dove i lavori sono già iniziati e termineranno nella primavera 2018, a Lentate sul Seveso, a Paderno Dugnano e Varedo. Un progetto generale che affronta in maniera seria e puntuale una problematica complessa e che per troppi anni non ha trovato soluzione», le parole dell’assessore regionale Beccalossi e comunale Granelli.