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Alla scoperta della più antica fiera delle Grazie

Dal 12 al 16 agosto si rinnoverà l’annuale appuntamento con la Fiera dell’Assunta, che si tiene nel Mantovano a Grazie di Curtatone, uno dei borghi più belli d’Italia. La sagra, un tempo agricola, ed oggi commerciale, con il suo singolare mix tra arte, cultura e gastronomia, vivrà il suo momento clou, come da tradizione, durante la notte fra il 14 e il 15 agosto, quando il piazzale del santuario verrà interamente ricoperto dai brillanti colori delle opere di più di 150 artisti Madonnari, provenienti da tutto il mondo. «Un’occasione unica – spiega a Mi-Tomorrow Federico Longhi, Assessore ai Beni Culturali del Comune di Curtatone – per godersi, non troppo lontano da Milano, questo spettacolo straordinario, in cui per un giorno la piazza diventa la tela di un’opera d’arte collettiva, unica, irripetibile, e tutta da vivere, che nasce dalla mescolanza tra sacro e profano, per un Ferragosto davvero speciale».

LUNGA STORIA • Questa importante fiera del Nord Italia nacque l’11 agosto 1425 come momento celebrativo della liturgia dell’Assunzione in cielo di Maria Vergine, il 15 agosto. All’origine della manifestazione c’è l’edificazione del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, voluto da Francesco Gonzaga nel 1399 e consacrato nel 1406, come forma votiva di ringraziamento per la sopravvivenza alla Peste. Per secoli la manifestazione ha portato avanti il suo singolare connubio tra aspetto religioso ed economico, modificandosi nel tempo in funzione dell’accoglienza e del commercio. Dopo un boom successivo alla Seconda Guerra Mondiale, anche come mostra-mercato del bestiame, nel 1973 la festa assunse una connotazione nuova, artistica e culturale. Gilberto Boschesi e Maria Grazia Fringuellini chiamarono a raccolta, sul sagrato del santuario, tutti gli Artisti Madonnari d’Italia, che con i loro gessetti colorati rendono viva più che mai la fiera, creando effimeri quanto straordinari capolavori, con storiche tecniche del 1600. Nel 1991 anche Papa Giovanni Paolo II ha visitato il Santuario di Grazie, accolto da un’opera immensa realizzata collettivamente sull’asfalto dai Madonnari: il dipinto, su disegno del maestro Kurt Wenner, venne siglato dallo stesso pontefice.

TRA SACRO E PROFANO • I Madonnari realizzano le loro opere durante la sera e la notte tra il 14 e il 15 agosto, giorno culminante della manifestazione, sul sagrato della chiesa in stile gotico-lombardo disegnata da Bartolino da Novara, che ospita quindici affreschi con episodi storici della città, legati ad interventi divini. Tutte le lunette della chiesa riportano l’immagine della Madonna e l’estetica è caratterizzata da una particolare impalcata lignea che ospita 53 statue polimateriche, ispirate a personaggi e temi della tradizione e della fantasia popolare. Al centro del santuario è appeso un coccodrillo mummificato, aggiunto nel XVI secolo e oggetto di infinte leggende, che aveva il compito di simboleggiare la lotta contro il male e di fare da monito concreto per i fedeli. L’edificio e il suo sagrato fanno parte del complesso acquatico della Valle del Mincio, sistema naturalistico di grande rilievo: paradiso naturale, ed una delle zone umide più vaste dell’Italia settentrionale.

I MADONNARI AL CENTRO • A custodire e valorizzare l’antica tradizione dell’arte del gessetto è il Centro Italiano Madonnari di Curtatone (CIM), che ogni anno collabora con l’Amministrazione Comunale e la Pro Loco per l’organizzazione del concorso. Il suo scopo è quello, come racconta a Mi-Tomorrow Paola Artoni, membro del direttivo e importante storica dell’arte, «di custodire e tramandare i canoni della maniera madonnara di dipingere, ossia con pastelli o polveri di gesso, a secco e senza l’utilizzo di fissanti, e di preservare l’iconografia dell’Incontro Nazionale dei Madonnari». Il CIM si occupa anche del materiale artistico, documentario e fotografico custodito all’interno «dell’unico Museo dei Madonnari al Mondo» e promuove la diffusione delle tecniche di pittura a gessetto attraverso corsi per adulti, ragazzi, e la consolidata manifestazione “Gessetto Giovani”. «Dobbiamo ricominciare ad investire sulla cultura – sottolinea l’Assessore -, sulla valorizzazione delle tradizioni e sull’accoglienza. Dobbiamo restare aperti agli scambi culturali e a tutto ciò che può arricchire le nostre tradizioni, portandole verso il futuro».