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Il Giappone approda a Cuneo

Il Filatoio di Caraglio, in provincia di Cuneo, il più antico setificio in Europa ancora esistente, l’unico ad essere stato recuperato come museo e spazio espositivo, da dopodomani, domenica 23 luglio, fino a domenica 5 novembre 2017 ospiterà Y kimono now- perché kimono oggi, una mostra che, attraverso oltre 100 kimono originali, propone un viaggio nel mondo, nella cultura e nell’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di suggestioni per arte, grafica, design e moda.

COLORI E MOTIVI • Nel percorso della mostra, ideata da Consolata Pralormo con la curatela di Nancy Stetson Martin e Fabiola Palmeri, emergono la vita, le tradizioni, le feste e i paesaggi giapponesi grazie ai motivi decorativi, ai colori, alle raffinate rappresentazioni di fiori e foglie, insetti e animali, montagne e onde impetuose. I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre 700 kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taishō (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926/1945).

L’ISPIRAZIONE • Attraverso quattro sezioni dedicate rispettivamente al succedersi delle stagioni, al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra mette in luce la bellezza dei kimono e ci parla del Giappone, da sempre luogo di straordinaria potenza evocativa e da oltre un secolo punto di riferimento estetico per l’Occidente. Quella stessa estetica che a fine Ottocento conquistò e sconvolse il mondo artistico europeo, influenzando, tra gli altri, Vincent Van Gogh, Claude Monet e Gustav Klimt, fino a Mondrian e Maria Lai, continua ancora oggi a ispirare artisti, fra i quali Takashi Murakami ed il giovane Yoshiyasu Tamura.

LE SALE • La prima sala, dedicata alle stagioni, ripercorre il ciclo della natura che nella cultura giapponese è sorgente generosa e misteriosa della vita, nella quale l’uomo deve vivere in armonia essendone parte integrante. Nella seconda che vede al centro il paesaggio, le fodere interne di alcuni kimono rivelano la meraviglia nascosta di dettagliati dipinti a china, testimonianze rare perché lo stesso inchiostro nel tempo provoca sovente la polverizzazione della seta. La terza sala, dominata da fluttuanti sfumature di indaco, è dedicata all’acqua, elemento vitale per il Giappone, arcipelago di quasi 7.000 isole circondate da un mare tranquillo o tempestoso, punteggiate di fiumi, laghi e sorgenti calde, colpite da piogge estive e incredibili nevicate. L’ultima sala suggerisce le infinite implicazioni esistenti fra il kimono, l’arte e la moda attraverso dettagli di colore, forme geometriche, grafiche, logo e decori, volumi e spazi del corpo.

Distanza Milano-Caraglio: 3 ore e 4 minuti (216,6 km)

I SETAIOLI

La scelta del luogo non è casuale: nel 1868, quando il Giappone si apre al mondo con la restaurazione Meiji, i setaioli italiani sono già nel paese da diversi anni per approvvigionarsi dei bachi giapponesi. Furono dunque i semai piemontesi, i primi ad instaurare un importante rapporto di fiducia e conoscenza con il paese del Sol Levante e, fra questi, alcuni erano proprio di Caraglio.

LA TRADIZIONE

Il kimono da donna consiste di almeno dodici parti separate, da indossare, unire e fissare secondo regole precise. Con il kimono si utilizza spesso indossare dei fermagli ornamentali per capelli tradizionali giapponesi chiamati kanzashi. La scelta del kimono da indossare in un’occasione è legata a numerosi simboli e sottili messaggi sociali che riflette l’età della donna, il suo stato civile e la formalità dell’occasione.

KIMONO OGGI

La struttura del kimono che non esalta le forme, ma le nasconde con grazia, detta ancora oggi le sue leggi per avvolgere il corpo e viene indagata e attualizzata dai grandi maestri del fashion nipponico come Issey Miyake, Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo di Comme des Garçons e per il kimono designer Shinobu Baba che li disegna adattandoli al corso del tempo.

Francesca Grasso