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Domenica Milano abbraccerà Delpini

Tutto pronto a Milano: la comunità ambrosiana aspetta il suo nuovo arcivescovo, monsignor Mario Delpini, che domenica pomeriggio farà l’ingresso ufficiale in Diocesi; un evento che, secondo la tradizione, si svolge alla vigilia della solennità di sant’Anatalo e di tutti i santi vescovi milanesi e che, per i più, è l’effettivo inizio del nuovo episcopato, anche se, per la verità, Delpini è già ufficialmente arcivescovo da un paio di settimane. È il 148° a sedersi sulla cattedra di sant’Ambrogio.

IL PROGRAMMA • La giornata prevede una prima tappa alle 16.00 alla Basilica di Sant’Eustorgio, culla del cristianesimo in città, per un incontro con i catecumeni adulti; poi il corteo fino in Duomo, dove arriverà alle 17.00, accolto dalle istituzioni civili e religiose, prima di presiedere in Cattedrale il pontificale solenne. Ingresso in Duomo per i fedeli dalle 15.30: in alternativa si può seguire l’evento in diretta su Telenova (canale 14 dtt), Chiesa Tv (canale 195 dtt), Telepace (187 dtt), Radio Marconi e Radio Mater, oltre che sul portale chiesadimilano.it.

LE TAPPE • Il cardinale Angelo Scola aveva rimesso il proprio mandato nelle mani di Papa Francesco il 7 novembre 2016 al compimento dei 75 anni, l’età prevista per il pensionamento dei vescovi. Dopo un periodo di proroga, la nomina del suo successore arriva lo scorso 7 luglio. «La mia attenzione si concentra sulla mia inadeguatezza al compito che mi è stato assegnato» le prime parole da nuovo pastore ambrosiano di Delpini «un’inadeguatezza che già si vede dal nome: i vescovi di Milano hanno tutti nomi solenni, Giovanni Battista, Angelo, Dionigi. Mario, invece, che nome è?». Parole “da prete”, lui che ama (ora sarà un po’ più difficile) muoversi in bicicletta e che non disdegna chi ancora oggi, nonostante sia la guida della più grande diocesi per numero di parrocchie del mondo, lo chiama don Mario. Subito, però, uno sguardo alle sfide che lo attenderanno lungo il suo episcopato: «Siamo chiamati a costruire una società nuova in una metropoli dove ci sono sacche di povertà e persone che vengono da tante parti del mondo, con sensibilità religiose diverse. La città e la Chiesa devono interrogarsi su quale sarà la società del futuro: bisogna imparare ad ascoltare persone che parlano lingue diverse, che noi abbiamo difficoltà a capire ma che hanno qualcosa da dire e che sono i cittadini de futuro; siamo chiamati a immaginare una società nuova che dobbiamo costruire, dove nessuno si senta straniero e discriminato». Il 9 settembre, poi, in Duomo la presa di possesso canonico per procura dell’arcidiocesi di Delpini, diventato a tutti gli effetti nuovo arcivescovo ambrosiano. E Scola? Concluso l’impegno pastorale lo scorso 8 settembre, si è trasferito nella casa canonica di Imberido di Oggiono, nel Lecchese, vicino al suo paese natale, Malgrate.

 

Chi è. Il personaggio

Mario Delpini nasce a Gallarate il 29 luglio 1951. Cresciuto a Jerago con Orago, entra nel Seminario di Milano, nella sede di Venegono Inferiore (Varese) alla fine del 1967. Il 7 giugno 1975 è ordinato presbitero in Duomo dal cardinale Giovanni Colombo. Laureato in Lettere all’Università Cattolica, licenza in Teologia alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, dal 1975 al 1987 insegna nel Seminario minore della diocesi di Milano, di cui diventa rettore nel 1989. Nel 2000 è nominato rettore maggiore dei Seminari di Milano. Nel 2006 diventa Vicario episcopale della Zona Pastorale VI di Melegnano. Il 13 luglio 2007 papa Benedetto XVI lo nomina vescovo ausiliare di Milano e vescovo titolare di Stefaniaco (Albania). Nel luglio 2012 diventa Vicario generale del cardinale Angelo Scola, che nel settembre 2014 lo nomina Vicario episcopale per la formazione permanente del clero.

Lo stemma

Ispirato a quello familiare, al centro dello scudo dal fondo oro, il più nobile dei metalli, che simboleggia la virtù teologale della fede, spicca l’immagine di un pino: l’allusione è al cognome del nuovo arcivescovo e, per questo, tecnicamente, si parla di “stemma parlante”, ma è anche simbolo di benignità, clemenza, perseveranza, accoglienza e riparo. Vi si posano tre colombe, il popolo ambrosiano; a reggerlo una mano, quella di Dio. Lo completano il richiamo del “capo di Milano”, già presente nello stemma di Scola, e il motto, Plena est terra gloria eius, che è insieme professione di fede ed espressione di lode.

 

Gli ultimi predecessori

1894-1921 – beato Andrea Carlo Ferrari
1921-1922 – Achille Ambrogio Damiano Ratti, poi papa Pio XI
1922-1929 – Eugenio Tosi
1929-1954 – beato Alfredo Ildefonso Schuster
1954-1963 – beato Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, poi papa Paolo VI
1963-1979 – Giovanni Umberto Colombo
1979-2002 – Carlo Maria Martini
2002-2011 – Dionigi Tettamanzi
2011-2017 – Angelo Scola

 

Il ricordo della “sua” Jerago
DON CIAPPARELLA: «UN AUGURIO PIENO DI GIOIA»

«Un augurio cordiale e semplice al “nostro” don Mario, che occuperà tra poche ore la cattedra di Ambrogio e Carlo, accollandosi la pesante responsabilità di guida spirituale di una Chiesa vivace e piena di risorse – afferma a Mi-Tomorrow don Remo Ciapparella, responsabile della comunità pastorale Maria Regina della Famiglia di Jerago con Orago – Certo, insieme al prestigio, dovrà prendersi cura di tutte le situazioni problematiche e non che la guida di una famiglia così complessa comporta, ma monsignor Delpini non è tipo che si spaventa davanti a queste difficoltà: non per insensibilità o superficialità, ma per la sua eccezionale forza d’animo e una visione della vita realistica e molto incarnata, come confermato dalla sua proverbiale capacità di sdrammatizzare in certe situazioni non facili e di esprimersi anche con una piacevole ironia anche verso se stesso e le persone a lui care. Noi siamo felici e orgogliosi – continua don Ciapparella – di avere potuto dare alla Diocesi di Milano e alla Chiesa tutta un figlio della nostra comunità cristiana e della nostra terra. Saremo insieme a lui nel primo giorno e tutti i giorni di questo gravoso cammino».