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RyanAHIr: caos negli aeroporti milanesi

A inquadrare bene l’affaire Ryanair ci ha pensato qualche giorno fa direttamente il suo amministratore delegato, il vulcanico Michael O’Leary, che, imbracciata una telecamera, ha rivolto un videomessaggio agli oltre tredicimila dipendenti sparsi in tutta Europa: «Abbiamo fatto un pasticcio e per questo chiedo scusa».

LE TAPPE • Un pasticcio, vero: non si può definire altrimenti la cancellazione dall’oggi al domani di 2.100 voli sui 103 mila globali fino al 28 ottobre (702 in Italia, 143 partenze e 166 arrivi a Orio al Serio) a causa della mancanza di piloti, in parte a riposo, come previsto dalla legge, in parte (molti) in virata verso altre compagnie, low cost e non, in cerca di condizioni di lavoro e salario migliori.

QUI ORIO • Una bella gatta da pelare per la compagnia irlandese e per i trecentomila passeggeri coinvolti dal disservizio, che a Milano colpisce soprattutto lo scalo di Orio al Serio, tra i principali hub italiani di Ryanair. «Stiamo facendo di tutto per risolvere la questione e fare in modo che non accada mai più» ha continuato O’Leary, che ha parlato di calcoli sbagliati, puntando, però, il dito anche contro «quella parte di compagnia che aveva assicurato di avere per la stagione estiva (che in aviazione finisce il 28 ottobre) un numero sufficiente di piloti». Non era evidentemente così. La procura di Bergamo, intanto, a seguito di un esposto presentato dal Codacons, ha aperto un’inchiesta sulle cancellazioni dei voli da parte di Ryanair: l’associazione dei consumatori chiede che sia fatta luce sul comportamento della compagnia aerea sotto il profilo penale e che siano pienamente tutelati i diritti dei passeggeri. Ecco, a cosa hanno diritto i viaggiatori? Perché si è arrivati a questo punto? Cosa rischia la compagnia: “solo” un danno d’immagine o ben peggio? Lo abbiamo chiesto a tre esperti.

Dario Balotta (Onlit): «Una crisi di crescita»

«Non riuscire a stare al passo della domanda, il sogno di ogni impresa, si sta rivelando per Ryanair qualcosa di più che una crisi di crescita: difficile pensare che il vettore, primo in Europa per numero di passeggeri trasportati, si sia dimenticato di pianificare le ferie del personale di volo così clamorosamente, capace com’è di una febbrile operatività e di far volare i propri aerei anche 14 ore al giorno rispetto alla media di 8 ore del mercato». Così a Mi-Tomorrow Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti.

Troppa ingordigia, quindi?​
«Ryanair è un modello di business vincente sia per gli azionisti che per i milioni di passeggeri che altrimenti non avrebbero mai volato: un limite è, di contro, l’eccessivo rigore nella gestione del personale e i bassi salari. Il mercato europeo sembra non bastare più al vettore irlandese, sempre a caccia di nuovi orizzonti e mercati, dove spicca quello di lungo raggio».

Tutto qui?
«Forse si spiega la necessità di una ricalibratura del breve raggio, mettendo un’enorme pressione sui governi affinché si attui la liberalizzazione anche sulle rotte intercontinentali. La Norwegian, la low cost norvegese, è, però, già pronta con voli per New York da Roma: Ryanair, in questo caso, è in ritardo e vuole recuperare il tempo perduto. In tutta ciò, questa vicenda ha portato alla luce un paradosso…».

Quale?
«Ci sono piloti Ryanair “sfruttati” a tremila euro al mese, senza contratto e assunti tramite agenzie interinali, e piloti di Alitalia, Meridiana e di altre compagnie che in Italia da sei anni non fanno niente e prendono settemila euro di indennità alla cassa integrazione, grazie a un fondo volo alimentato coi soldi dell’Inps e con una tassa che pagano tutti i passeggeri».


Lorenzo Asuni (Airhelp): «Non solo danno d’immagine»

Cinque domande a Lorenzo Asuni, responsabile di Airhelp Italia (airhelp.com/it), filiale nostrana della società che dal 2013 tutela i diritti dei passeggeri in tutto il mondo.

Quale impatto dell’affaire Ryanair in Italia?​
«Decisamente forte: da noi Ryanair è il primo vettore per numero di passeggeri trasportati (35 milioni). Sono circa otto i voli da e per Orio al Serio cancellati ogni giorno su una cinquantina totali; altri 10-12 su Roma Fiumicino e Ciampino. Siamo uno dei Paesi più colpiti dopo l’Inghilterra».

C’è un precedente paragonabile a quel che sta accadendo in seno alla compagnia irlandese?​
«No, è una cosa veramente eccezionale, sia per la motivazione addotta, sia, soprattutto, per i numeri: cancellare praticamente senza preavviso duemila voli lasciando a terra oltre trecentomila passeggeri è più unico che raro».

Come valuta la risposta di Ryanair ex post?​
«Assolutamente inefficiente: non hanno indicato ciò cui hanno diritto i passeggeri, ma una soluzione che alla compagnia va bene, ovvero un volo sostitutivo o un rimborso del biglietto, quando invece i viaggiatori, in base alla normativa europea, avrebbero diritto a tutt’altro».

Cioè?
«In caso di volo in ritardo o comunque se la compagnia aerea non provvede a far arrivare il viaggiatore a destinazione con un volo sostitutivo in almeno tre ore, si ha diritto a un rimborso dai 200 ai 600 euro. In questo caso, essendo tutte le cancellazioni legate a una responsabilità diretta della compagnia, tutti gli utenti avrebbero diritto ai risarcimenti».

Dunque la compagnia rischia più di un mero danno d’immagine…​
«Il danno d’immagine c’è ed è assoluto, ma potrebbe essere anche a livello economico, perché, calcolando i potenziali trecentomila passeggeri che avrebbero diritto ai risarcimenti, stiamo parlando di cifre che superano i 60-70 mln di euro».​

IL PARERE DEL LEGALE
«Vi sono molte possibilità di ottenere il ristoro del danno subito – spiega a Mi-Tomorrow l’avvocato Giovanni Franchi, che da anni si occupa di tutela dei turisti –. A chi non sia stato avvertito in tempo sufficiente può, infatti, spettare un indennizzo da un minimo di 250 euro a un massimo di 600 euro in base alla lunghezza della tratta. Questo, ovviamente, sempre che non sia stato subito un pregiudizio ulteriore, dovuto in caso di prova dello stesso: se, per esempio, il mancato viaggio ha comportato un ritardo nella propria vacanza o la perdita di un appuntamento di lavoro, può e deve essere quantificato anche questo tipo di danno».

Cabin crew day
DOMANI A ORIO AL SERIO

Curiosa coincidenza temporale: mentre, da un lato, i piloti Ryanair, molti almeno, se ne vanno, dall’altro l’azienda cerca assistenti di volo e domani lo farà proprio all’aeroporto di Orio al Serio. Niente di strano, in verità: la compagnia, che l’anno scorso ha lanciato un ambizioso piano da assunzioni per la copertura di duemila posti di lavoro, prosegue semplicemente con i suoi Cabin crew day, appuntamenti dedicati al reclutamento di personale di cabina, in collaborazione con Crewlink, società specializzata nella selezione di questo tipo di figure. Domani (e poi ancora il 19 ottobre) appuntamento nello scalo bergamasco. Cosa succede? L’iter di selezione prevede un test d’inglese e un colloquio con i responsabili HR Ryanair: richiesto abbigliamento formale (gonna al ginocchio, collant color carne e camicia per le donne; pantaloni lunghi e camicia per gli uomini). I candidati selezionati avranno l’opportunità di partecipare a un corso di formazione di sei settimane per il personale di bordo a Roma e Milano (a pagamento). In palio un contratto di tre anni. Requisiti: altezza minima, proporzionata con il peso, di 1.57 cm; almeno 18 anni; ottima conoscenza della lingua inglese; normali capacità visive (è ammesso l’uso di lenti a contatto); buone doti natatorie e forma fisica. Info su  crewlink.ie.

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