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Gli innovatori? Giovani, ma non troppo

Se anche Giulio Tremonti, classe 1947, qualche giorno fa ha definito la sua unione politica con Vittorio Sgarbi una start-up, è forse arrivato il momento di rivedere l’identikit tipo che, forse erroneamente, ci eravamo fatti in merito alla crescente categoria degli startupper.

L’INDAGINE • A fugare ogni dubbio ci ha pensato Italia Startup che, in collaborazione con GRS-Ricerca e Strategia, ha analizzato 300 realtà, dando vita all’indagine La voce delle start-up, nella quale si traccia il profilo tipo degli innovatori italiani. Giovani sì, ma non troppo, altamente qualificati e con esperienza nel settore di applicazione. Di questo identikit stupisce soprattutto la prima caratteristica, l’età metà è infatti 40 anni, con un incremento del +18% rispetto al 2015 degli startupper di età compresa tra i 30 e i 39 anni. La realtà tipo è poi di piccole dimensioni, meno di 10 dipendenti e un fatturato sotto il milione di euro. Dati che però tenderanno a crescere. È infatti previsto un incremento nel numero di dipendenti che varia da +6% a +25% per oltre il 40% degli intervistati e una crescita del fatturato nell’esercizio in corso per il 74% delle startup prese in esame.

IL QUADRO • «Lo stereotipo degli startupper e delle start-up italiane va rivisto, i dati parlano chiaro: – afferma Enrico Gallorini, Consigliere di Italia Startup e coordinatore della ricerca – la qualifica e l’esperienza professionale elevata dei fondatori/imprenditori emergono nitidamente, con un miglioramento rispetto all’indagine di 2 anni fa; il modello aziendale innovativo rivolto prevalentemente alle imprese piuttosto che al consumatore finale va nella direzione giusta, del matching con l’industria; la voglia di intraprendere e di crescere, fa ben sperare. Sono segnali importanti che vanno sostenuti e incoraggiati, con politiche e con azioni concrete a supporto».

L’IDENTIKIT DEI NUOVI IMPRENDITORI

– 66% dei founder ha un’età compresa tra 25 e 44 anni

– 56% ha conseguito una laurea di secondo livello, un master o un post laurea

– 87% delle startup hanno un modello B2B o B2B2C

– 50% hanno tra i 3 e i 9 dipendenti

– 36% non esporta i propri prodotti all’estero