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Con i Dreamers Day siamo tutti sognatori

Madre francese, padre di origine nord europea, ha vissuto in mezza Italia e un po’ negli Usa, da alcuni anni è stabile a Milano. A rendere ancora più movimentata la sua biografia ci sono state le dimissioni dalla General Eletric nel 2010, dove ricopriva un incarico dirigenziale, per fondare School for Dreamers. A Mi-Tomorrow Francesca Del Nero racconta come ha deciso di cambiare vita e di fare nascere il Dreamers Day, che domenica tornerà per la terza edizione al Dal Verme.

Partiamo dalla nascita della School for Dreamers. Come ci è arrivata?
«Volevo mandare un messaggio di rinnovamento dell’individuo per una nuova realtà economica e sociale attraverso seminari rivolti al pubblico e alle aziende».

E’ difficile passare dal management al sociale?
«Per me è stato un percorso durissimo, ho sofferto, ho sbagliato ma non ho mai ceduto. Un dirigente non è preparato a muoversi su questo terreno, non sa chi chiamare, è abituato a muoversi con una struttura. Ho fatto errori ma ho imparato anche tanto».

Qual è la sua attività?
«Ho una scuola per sognatori pragmatici e una casa editrice».

In concreto cosa fate nella scuola?
«Forniamo gli strumenti, sia alle aziende che ai singoli, per fare superare la paura che è la madre di tutte le emozioni negative. E’ una scuola dell’essere, si fa un lavoro su di sé: trasmettiamo la possibilità di vivere superando i limiti, abbandonando schemi obsoleti e credenze limitanti che ci impediscono di vivere una vita appagante e felice. E lo facciamo perché ne abbiamo fatto esperienza personale nella convinzione che solo chi ha vissuto e vive l’impegno continuo di trasformare la paura ed i limiti può trasmettere con autenticità agli altri».

Cos’è un sogno?
«Direi che è la direzione nella vita. Tutti noi abbiamo qualcosa che abbiamo desiderato e purtroppo non sempre sappiamo come si fa a renderla concreta. Il sogno ha le sue leggi, i suoi principi e i suoi strumenti, spesso vogliamo realizzare il nostro sogno ma non appena si presenta un ostacolo ci arrendiamo. Il sognatore che intendiamo ispirare nella nostra scuola vuole invece conoscersi e imparare a superare tutti gli ostacoli che diventano poi opportunità e per fare questo bisogna imparare le leggi del sogno».

E’ una sorta di training?
«Si, noi “diamo il La” e siamo vicini alle persone che intraprendono questo viaggio, sia all’interno delle aziende che tra il pubblico di liberi professionisti, imprenditori, creativi. Sono persone che vogliono di più, spesso vogliono capire come possono riprendersi la loro vita».

Quali risultati avete ottenuto?
«Molte persone dopo un po’ di tempo sono tornate esprimendo gratitudine per il nostro lavoro».

A Milano c’è gente insoddisfatta della propria vita?

«Si, tantissima».

Come è nato il Dreamers Day?
«Alla radice della School for Dreamers c’è un libro, La scuola degli Dei, di Stefano D’Anna che è morto nel 2014. L’anno dopo abbiamo deciso di dare corpo alla sua idea di creare la Giornata Mondiale dei Sognatori. Mai era stata realizzata, neppure negli Stati Uniti».

Come vi siete mossi?
«Ci siamo avvalsi dei social e dei vari canali di comunicazione, tanti ormai vogliono partecipare per condividere la loro esperienza, condividono lo spirito del Dreamers Day nonostante la loro presenza sia a titolo gratuito».

Domenica ci saranno tanti Vip. Tutti sognatori?

«Ci saranno venti speaker provenienti da varie parti d’Italia e del mondo cui abbiamo chiesto: avevi un sogno? Lo hai realizzato? Lo vuoi raccontare? Il loro racconto partirà dal loro ambito personale, lo spettatore potrà riconoscersi e uscendo dal teatro potrà dire: se ci è riuscito lui posso farlo anch’io!».

I SOGNATORI DEL 2017
Anche per la terza edizione il Dreamers Day presenta un parterre de rois con esponenti illustri del mondo della cultura, sport, musica, imprenditoria, tutti pronti a raccontare le propria storia di coraggio e determinazione che ha dato vita al loro sogno. L’appuntamento è per dopodomani, domenica 8 ottobre, al Teatro Dal Verme dalle 9.30 alle 18.30. Saranno presenti lo chef Filippo La Mantia, il fondatore di Radio Italia Mario Volanti, il presidente della Fondazione Ospedale dei Bambini Buzzi Stefano Simontacchi, il direttore della Fondazione MyLifeDesign Daniel Lumera, l’autrice di Geronimo Stilton Elisabetta Dami, la CEO di Dream University in California Marcia Wieder, il chirurgo Adolfo Panfili, la principessa e filantropa HH Al Reem Alteaniji, il direttore dell’Accademia Gioel per Essere Michele Pengo, la travel blogger Diana Bancale, l’imprenditore Stefano Caccavari, il trainer del buon umore Gianni Ferrario, l’atleta Andrei Rosu, l’artista Simona Atzori, il giocoliere Niccolò Nardelli, l’artista Simone Al Ani, il musicista Roberto Gerardi e il vicecaporedattore di Arbiter Andrea Bertuzzi.