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Videogiochi? “Roba da museo”

Una manifestazione per creare videogiochi che possano raccontare, nei musei, il mondo della cultura. E allo stesso tempo, attraverso la cultura, valorizzare la game industry. In uno scambio continuo e costante, in cui i due mondi possano intrecciarsi e collaborare tra loro. Ed è da questa collaborazione che può nascere l’innovazione. Perché videogiochi e musei si migliorino a vicenda. A spiegare il significato dell’International Game Camp, al via domani allo IED, sono gli stessi organizzatori. Il progetto è ideato da Bookrepublic e Streamcolors, con il sostegno di Fondazione Cariplo. E in collaborazione con Ied Milano, Politecnico di Milano e George Brown College.

“SI PUÒ FARE” • «Si tratta di un evento di innovazione culturale, che nasce per connettere mondi diversi», spiega Alessandro Rubini, responsabile della parte Ic, innovazione cultura, di Fondazione Cariplo. Il nuovo progetto vuole essere internazionale e superare confini e orizzonti. «Le connessioni non si limitano a uno spazio. Il cuore della cultura è dimostrare come due contenuti diversi possano dialogare tra loro. Dire “si può fare” è fare cultura». Sono tantissimi i musei che si stanno dimostrando interessati. A oggi sono 53 quelli che hanno aderito al Camp, inviando fotografie della loro collezione. L’obiettivo iniziale, che prevedeva la partecipazione di 5 musei, è stato ampiamente superato. «L’interesse da parte dei musei è un segnale indubbiamente positivo – sottolinea Rubini –. Significa che sono curiosi di capire come va avanti la storia, ammettendo che non finisce con noi. Mi aspetto che si verifichi un cambiamento nel rapporto tra i due mondi. Che da domani, dieci, cento musei in più comincino a digitalizzare le loro opere per fare nuova cultura».

NUTRIMENTO • «L’obiettivo è capire come la game industry si nutre di cultura – sottolinea Giacomo Giannella, fondatore dello studio d’arte digitale Streamcolors e docente di Videogames Art Direction allo IED –. Più ci si nutre di cultura, cercando immagini e storie da raccontare, più il game ha valore. I musei e i videogiochi hanno dei punti di contatto. E vogliamo creare uno spazio che possa accogliere entrambi». Alcuni esempi di videogiochi ispirati all’arte esistono già, come Thomas was alone, che trae spunto dalle opere di Mondrian: «Ma basti pensare anche all’uscita del nuovo Assassin’s creed. È prevista una modalità di gioco innovativa, che permette di vivere dei tour in giro per l’Egitto e ricostruirne la storia. Non ci sono armi. Ma dietro esiste un grande lavoro sociale e culturale». Alla fine della manifestazione, il materiale realizzato verrà messo in mostra allo IED, in uno spazio aperto alla cittadinanza, domenica dalle 17.00 alle 19.00. «Perché il camp – conclude Giannella – non è un momento di sfida e competizione. Ma quando te ne vai lasci qualcosa, migliori e offri una restituzione del lavoro svolto».

L’EVENTO
È una rassegna lunga tre giorni, in cui il mondo dei videogames incontra quello dei beni culturali, per ideare nuovi scenari comuni. L’International Game Camp inizia domani e prosegue fino a domenica 15 ottobre. La maratona si terrà contemporaneamente a Milano e a Toronto, nelle sedi di Ied – Istituto Europeo di Design di Milano e di George Brown College Toronto. L’obiettivo è creare uno scambio tra musei, arte e videogiochi. Attraverso workshop e dibattiti con ospiti internazionali. I destinatari sono gli sviluppatori dei videogiochi, le scuole che fanno formazione in ambito “gaming” e tutte le istituzioni culturali che vogliono utilizzare i videogiochi come mezzo per far conoscere il proprio patrimonio.

Domani e sabato
dalle 9.30 alle 0.00,
domenica fino alle 19.00
Via Pompeo Leoni 3, Milano
internationalgamecamp.com

MUSEI PARTNER A MILANO

– Musei Civici (Museo del 900, Musei del Castello Sforzesco e Musei Storici)
– Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
– Pinacoteca di Brera
– Museo Bagatti Valsecchi
– Pinacoteca Ambrosiana
– Collezione Giuseppe Iannaccone
– MAIO, Museo dell’Arte in Ostaggio, Cassina de’ Pecchi