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Fenomeno Aranzulla

Nell’era dei fenomeni del web, Salvatore Aranzulla è il capostipite della nuova generazione di “lavoratori via internet”. Un ventisettenne catanese che quindici anni fa, ancora alle scuole medie, ha deciso di aprire un blog (https://www.aranzulla.it) ormai divenuto un punto di riferimento a livello nazionale per consigli informatici di ogni genere. Qualche tempo dopo ne ha fatto un lavoro, molto ben retribuito, con volumi che superano il milione di euro. Ora è talmente celebre in ambito multimediale da poter organizzare (domani a Milano) un Aranzulla Day per chi ha intenzione di percorrere le sue stesse orme.

Come si svolgerà l’evento?
«Sarà una giornata di formazione che vedrà la sua prima edizione all’Hotel Marriott in via Washington. Terrò personalmente il corso, cercherò di spiegare come si può tramutare una passione in un lavoro. E ovviamente come poter monetizzare».

Avete avuto una buona risposta in termini di presenze?
«Decisamente. I posti a disposizione (a pagamento, ndr) erano 500 e sono andati esauriti con due mesi e mezzo di anticipo. Abbiamo altrettanti utenti in lista d’attesa e per questo stiamo già organizzando un secondo evento analogo, forse ancora a Milano».

Perché avete scelto il capoluogo lombardo?
«Il corso è rivolto principalmente a editori e agenzie, spesso queste hanno sede qui per cui ci è sembrata fosse la città più adatta».

Quanto ha influito, sulla risposta del pubblico, il fatto che il mercato del web sia ancora in forte espansione?
«Diciamo che solo pochi blog sono in attivo, tra cui quello che curo personalmente. Si fatica a monetizzare. Noi cercheremo di partire dalle basi, che per qualcuno saranno anche superflue, ad esempio spiegheremo come aprire un sito web. Poi passeremo ai metodi per farlo crescere e mantenerlo in salute. Di solito i miei eventi sono più rivolti ai consumer, questo sarà un po’ differente».

Com’è nato il sito aranzulla.it?
«Nel 2002 ho cominciato in maniera amatoriale, inserivo sul sito le risposte che davo ai miei amici quando mi chiedevano consigli a livello informatico. Pian piano i volumi sono cresciuti e nel 2008 ho raggiunto 300mila visite al mese di media. A quel punto ho inserito gli adsense di google per provare a monetizzare e nei primi trenta giorni ho guadagnato il doppio dello stipendio di un infermiere».

A che livello è arrivato il blog?
«È tra i trenta più visitati in assoluto nel nostro Paese ed è il più importante nel settore della tecnologia, con una fetta di mercato del 40%. Quattro utenti su dieci interessati a quest’ambito cercano noi. Siamo attorno al mezzo milione di visite al giorno».

L’appuntamento
Aranzulla Day è un evento di formazione SEO organizzato all’Hotel Marriott di via Washington 66 da Salvatore Aranzulla, per sviluppare una maggiore conoscenza sullo sviluppo di un sito web. «Abbiamo previsto diversi moduli – racconta il fondatore di aranzulla.it –. Racconterò la mia personale esperienza, come creare un sito e produrre contenuti che possano essere virali per i social e i motori di ricerca. Infine vedremo come mantenere il sito in salute e i metodi per poter monetizzare al meglio».

TRE REGOLE PER UN SITO DI SUCCESSO

1 – Trovare il settore giusto
«Il primo passo è riuscire a inserirsi in un ambito nel quale c’è una buona richiesta. Nel momento in cui si sviluppa un sito web che ha una concorrenza molto forte sarà difficile riuscire ad avere successo e, di conseguenza, poter monetizzare il proprio lavoro nel modo migliore»

2 – Produrre contenuti adatti
«Ogni settore ha le sue tematiche principali, bisogna capire quali sono quelle più interessanti e che possano attrarre maggiormente gli utenti potenzialmente adatti al nostro sito web. In relazione a questo, si inizierà a produrre i contenuti in grado di avere un riscontro importante»

3 – Come monetizzare
«Bisogna capire quali sono i metodi per poter avere dei ricavi. Quelli più diffusi sono di tipo pubblicitario, ma ci sono anche i cosiddetti programmatic, ovvero i ricavi automatizzati, oltre alle affiliazioni che permettono di avere una percentuale attraverso degli accordi commerciali»