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Che ne sarà di Piazza D’armi?

Piazza d’Armi è quell’enorme area militare di 416mila mq compresa tra la caserma di Santa Barbara e gli ex Magazzini di Baggio: oggi è la più grande porzione di città destinata alla rigenerazione urbana, seconda solo allo scalo Farini. Negli ultimi mesi due progetti hanno promesso di ridarle vita: scopriamoli.

PRIMA IL PARCO
Prima dell’Inter c’era… il parco. Il progetto, presentato a maggio dall’architetto Leopoldo Freyrie, prevede infatti un immenso polmone verde circondato da una cintura di palazzi. Il masterplan è stato depositato in Comune negli scorsi mesi, ma al momento è tutto congelato.

QUANTO VERDE • L’idea è di realizzare in piazza d’Armi il quartiere ecologico più grande d’Italia nonché il terzo per dimensioni in tutta Europa. 4000 alloggi a cintura – con negozi di prossimità – lungo il perimetro esterno (autosufficienti dal punto di vista energetico, con ciclo dei rifiuti intelligente e recupero dell’acqua piovana) con parco di 27 ettari, più grande di quello di Porta Venezia (che ne vanta 17-18). All’interno dell’area verde solo piccoli edifici con funzioni pubbliche (scuole, biblioteca, un giardino d’inverno, un punto informativo e una sede di un mercato a km zero). Possibili accordi, infine, con il ministero degli Interni per eventuali progetti di reinserimento sociale dei rifugiati.

RIUTILIZZO SPAZI • Nel progetto dell’architetto gli ex Magazzini e il campo da polo rimarrebbero: i primi, in particolare la palazzina Comando e gli edifici d’angolo con Forze Armate che occupano circa 6 ettari, manterrebbero la struttura attuale – pur rigenerati – così da mantenere memoria storica, mentre l’area centrale andrebbe a costituire la parte pedonale. Si rivedrebbero inoltre gli orti, spostati più a sud.

C’È CHI DICE NO • Il Pgt (Piano di Governo del Territorio), che al momento prevede l’edificazione a patto di lasciare a verde il 50% del terreno, verrà discusso e rivisto in questo mese. Ma c’è un’associazione, Parco Piazza d’Armi – Le Giardiniere Milano, che già il 26 marzo scorso ha presentato una proposta di variante che preveda il vincolo a verde di tutta l’area e il riutilizzo dei Magazzini di Baggio per scopi sociali, didattici, culturali, scientifici e riabilitativi. La sopracitata associazione promette di convocare al più presto una conferenza stampa coinvolgendo tutte le altre associazioni in difesa dei Beni Comuni di Milano.

PRO
Grande polmone verde
Piccoli edifici con funzioni pubbliche
Conservazione dei Magazzini e del campo da polo

CONTRO
4000 alloggi a distanza di pochi metri
Il verde, di fatto, risulterebbe privato
Nessuna prospettiva socio-culturale

UNA VOCAZIONE AGRICOLA

Le prime notizie di un insediamento agricolo in quest’area risalgono al 1346: vi era situata la Cascina Moretta, circondata da campi coltivati. La vocazione agricola fu modificata agli inizi del ‘900 quando sul terreno venne costruito il primo aerodromo di Milano dedicato a Remo La Valle, comandante di dirigibili, e costruite le officine Leonardo da Vinci. Alla fine degli anni ’20 piazza d’Armi, originariamente situata nella zona della Fiera Campionaria, venne trasferita a Baggio: caserma e Ospedale Militare vennero realizzati agli inizi degli anni ’30. La caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti e piazza d’Armi rappresentano oggi uno dei più vasti complessi militari esistenti in Italia all’interno di una città. Fino agli anni ’80 veniva utilizzata per l’addestramento dei reparti e per la scuola guida di mezzi cingolati: molti residenti, infatti, ricordano ancora oggi i carri armati che scivolavano sulle montagnole di terra, i giovani di leva appostati dietro i sacchi di sabbia e le pecore atte a pascolare. Oggi dominano pioppi, salici, robinie: oggi è un’oasi naturalistica (nonché luogo del Fai) certificata da Wwf e Legambiente a due passi dal parco delle Cave. E domani? L’associazione Parco Piazza d’Armi – Le Giardiniere Milano rivela a Mi-Tomorrow che si presenterà in Consiglio con quasi 3000 cartoline firmate dai cittadini d’accordo con la proposta di destinare l’intera area a verde e progetti socio-culturali.

POI L’INTER

Addio definitivo alla Pinetina, storico centro sportivo di Appiano Gentile fatto costruire nel 1962 da Angelo Moratti? L’Inter sarebbe pronta: lo sarà anche piazza d’Armi?

PROGETTO CAMPUS • Il club sarebbe pronto a rilevare parte dell’area da Invimit (la società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze incaricata di valorizzare il patrimonio pubblico) per 100 milioni di euro: si tratterebbe di circa 30 dei 42 ettari un tempo utilizzati come campi per l’esercitazione dei carri armati. Nascerebbe così un vero e proprio campus: 20 campi da calcio, una residenza sportiva, palestre e un centro medico specializzato.

GLI EX MAGAZZINI • Sono iniziate le indagini ambientali, necessarie per quantificare i costi delle bonifiche da attuare. Poi si vedrà, ma c’è già chi storce il naso: con quest’operazione potrebbero essere demoliti gli ex Magazzini militari di Baggio e il campo da polo (Milano Polo Club, in attività dal 2010 e conosciuto a livello internazionale).

L’ENDORSEMENT • Via libera, negli scorsi giorni, da parte del sindaco: «Milano ha bisogno di sport, non di centri commerciali. Sposiamo il progetto, nel rispetto delle volumetrie possibili, perché condividiamo l’idea di rivalutare quella zona. È positiva la volontà di investire dell’Inter». Lo stesso assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, conferma i contatti in corso e prova a rassicurare gli scettici: «Non è un pacchetto chiuso, prendere o lasciare. Il nostro obiettivo è coinvolgere la maggioranza e il Consiglio comunale e sentire gli orientamenti». Dello stesso avviso il presidente del Municipio 7 Marco Bestetti, che definisce l’idea un’opportunità da valutare una volta che tutte le carte saranno a disposizione: «Non ci risulta una fila di investitori per piazza d’Armi. L’alternativa all’Inter sono i costruttori. Ciò su cui vigileremo attentamente, però, sono gli oneri di urbanizzazione: chiediamo che vengano investiti sul territorio».

I PRO
Investimento per lo sport in città
Rivalutazione di una zona periferica
Oneri di urbanizzazione da investire sul territorio

I CONTRO
Più cemento, meno natura
Si perderebbe un collegamento verde tra le Cave e la città
Probabile demolizione dei Magazzini e del campo da polo