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Evoluzione in tre atti

Tre monologhi, tre storie diverse, per un unico denominatore comune: la maschilità. Va in scena domani all’Après-coup Fuck Me(n), studi sull’evoluzione del genere maschile. I tre atti raccontano ognuno una storia a sé ma, come pezzi di un puzzle, compongono un grande quadro finale. Si riflette sulla maschilità, sulla sua crisi e le sue ombre, sul tema delle molestie e delle violenze sulle donne. Sulle crisi relazionali, la prevaricazione dei rapporti di forza e di potere. I monologhi sono interpretati da Alex Cendron, scritti dai drammaturghi Giampaolo Spinato, Massimo Sgorbani e Roberto Traverso. Il progetto è di Renata Ciaravino, con la regia di Carlo Compare e la produzione del Festival Mixitè, ideato dalla Compagnia Teatrale Dionisi.

RITRASFIGURARE • Il protagonista del primo atto è un professore universitario che approfitta delle giovani studentesse. Nel secondo viene portato sul palco un rapporto familiare logoro, fatto di frustrazioni e di violenze. Nell’ultimo invece il dramma di un giovane manager super organizzato che, schiacciato dal lavoro, dimentica in macchina il figlio appena nato, causandone la morte. Storie del tutto attuali, che riprendono alcuni discussi casi di cronaca. «Il teatro però è molto diverso dalla cronaca giornalistica – spiega Giampaolo Spinato, uno dei tre autori dello spettacolo –. Perché l’arte ci consente di rivivere, rielaborare quanto accaduto. Mentre il giornalismo può senza dubbio nutrirci di dati e informazioni, ma non offre la possibilità di “ritrasfigurare”. A una realtà come Milano, questo spettacolo può offrire una nuova prospettiva, soprattutto relazionale. Un tentativo di uscire dalla retorica del gossip, dall’idea del “so tutto io”, cercando garanzie per un nuovo tessuto sociale. E soprattutto uno spunto per un modo diverso di guardare la cronaca».

FLUSSI DI COSCIENZA • Punto di forza dello show, la performance di Alex Cendron, unico attore a salire sul palco e a interpretare i tre protagonisti. Innestando dialoghi e flussi di coscienza, evocando personaggi e mondi infiniti, raccontando tre diverse storie. Ognuna di loro, però, in continuità con l’altra. «Una continuità spazio-temporale è presente soprattutto nel primo e nel terzo monologo, dove si assiste a una discesa, in un super slalom gigante, un’onda energetica emotiva», racconta Cendron.

ENERGIA • A creare un effetto straniante l’interpretazione del primo monologo dove Cendron, 40enne, interpreta un professore ultrasessantenne. «Una scelta registica voluta – prosegue l’attore – quella di ottenere un’interpretazione non mimetica, ma evocativa. Non è tanto basata sulla caratterizzazione, perché il testo è già densissimo, ma sull’energia. Oltretutto questo straniamento è in linea con quello del personaggio, che si sente giovanile, forte, prestante. Poi, durante la performance, si osserva un arco di invecchiamento, una involuzione. Si passa da come si sente lui a come viene in realtà visto dall’esterno, si coglie la tristezza che ha nel cuore».

Domani alle 20.00
Après-coup
Via della Braida 5, Milano
Ingresso e aperitivo: 20 euro
Info: 02.38.24.310

(Foto Laila Pozzo)