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Nuovi incentivi per il Sud: ci tornereste?

La fuga dei cervelli non è soltanto dall’Italia verso l’estero. Esiste un’altra migrazione, molto consistente secondo le ultime rilevazioni, dal meridione al nord Italia. Meta privilegiata è Milano, capitale economica del Paese, dove arrivano giovani di ogni estrazione, magari ancora adolescenti o che decidono di compiere il percorso universitario in uno degli otto atenei cittadini. Una specie di esodo che ha come controindicazione il depauperamento del mezzogiorno che si trova a venire mancare le forze lavoro migliori.

LE CIFRE • I numeri raccontano una situazione quasi drammatica: alla fine del 2016, secondo l’ultimo rapporto Svimez sull’economia del sud, le nostre regioni meridionali infatti hanno perso altri 62mila abitanti. In particolare, la Sicilia ha perso 9.300 residenti, la Campania 9.100, la Puglia 6.900. Il pendolarismo nel Mezzogiorno nel 2016 ha interessato circa 208mila persone, di cui 54mila si sono spostate all’interno del Sud, mentre ben 154mila sono andate al Centro-Nord o all’estero.

GLI ATENEI • Su Milano, come detto, funziona da catalizzatore l’alto numero di università e le possibilità di impiego che vengono garantite: oltre al Piemonte, i fuorisede arrivano da Puglia, Sicilia e Campania. Le università milanesi più interessate da questo flusso migratorio sono la Bocconi e il Politecnico. Un trend consolidato e destinato ad avere effetti nel lungo termine: in un decennio le facoltà del Sud dovranno fare i conti con 1,2 miliardi di euro in meno di tasse universitarie, mentre a Nord le università potranno contare su una disponibilità aggiuntiva che sfiorerà i 2,5 miliardi di euro.

LA MISURA • Per tentare di invertire questa tendenza è stato creato il bando Resto al Sud. Di cosa si tratta? E’ un’iniziativa promossa dal ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, per incentivare l’imprenditoria giovanile nel Meridione che prevede un finanziamento pari a 50.000 euro, in caso di singolo richiedente, o fino a 200.000 euro se ci sono diversi soggetti: il 35% è a fondo perduto e il restante 65% viene dato con un finanziamento a tasso zero rimborsabile in otto anni. L’obiettivo è di favorire le attività imprenditoriali nell’industria, artigianato, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone e il turismo nelle regioni del sud per i giovani dai 18 ai 35 anni. Sono escluse le attività libero professionali e il commercio. Ma l’obiettivo finale, secondo i piani del ministero, sarà di creare nelle regioni meridionali centomila giovani imprenditori in tre anni. Difficile dire se si raggiungerà il traguardo, forse il bando risulterà più incisivo nel convincere i giovani del sud a non fare la valigia mentre sarà molto più ostico – come dimostrano le interviste del servizio in basso rivolte a meridionali ormai residenti a Milano – persuadere al ritorno chi ha lasciato le proprie case di famiglia.

 

IL PROVVEDIMENTO “RESTO AL SUD” IN CINQUE PUNTI

FINANZIAMENTO
50.000 euro (in caso di singolo richiedente) o fino a 200.000 euro (in caso di più soggetti), di cui il 35% a fondo perduto e il restante 65% tramite un finanziamento a tasso zero rimborsabile in 8 anni

COSA SI PUÒ FARE
Avviare iniziative imprenditoriali per la produzione di beni nei settori industria, artigianato, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il turismo. Sono escluse dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio


A CHI SI RIVOLGE

Giovani di età compresa tra i 18 e 35 anni: residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda. È possibile trasferire la residenza da Milano entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria


COSA FINANZIA

Interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, macchinari, impianti e attrezzature, nuovi programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione. Non sono ammissibili le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente.

COME SI PRESENTA LA DOMANDA
Dalle ore 12.00 di lunedì prossimo, 15 gennaio, sarà possibile presentare le domande esclusivamente online sul sito invitalia.it. La domanda è costituita dal progetto imprenditoriale, sarà valutata in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di presentazione.

 

I PARERI

Adriano Loprete
Da Foggia a Milano
30 anni, barista

«Mi sembra un’iniziativa positiva, ne avrei sicuramente approfittato quando vivevo e lavoravo in Puglia dove sono stato impegnato per cinque anni in vari locali. Piuttosto mi sembra che escludere coloro che vogliono dedicarsi alla ristorazione o alla libera professione può essere un limite. Per quanto mi riguarda sono curioso di questo bando, gli darò un’occhiata ma tornare dalle mie parti la vedo difficile, sono qui da soli dieci mesi».

Luca Moliterni
Da Matera a Milano
35 anni, consulente aziendale

«Il bando è una cosa buona ma sviluppare un’attività come la mia al sud non è semplice. Tra il nord e il meridione c’è una grande disparità soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture e la mentalità: purtroppo nel sud mancano le condizioni per rientrare, io resterò qui, non basta un bando per fare cambiare una situazione che richiede davvero interventi strutturali perché si arrivi ad un cambiamento positivo».


Salvatore Calì
Da Catania a Milano
26 anni, sviluppatore software

«Ho fatto diverse esperienze in Sicilia poi sono partito anche perché l’idea di restare non mi è mai piaciuta, volevo conoscere e vivere altre realtà. Qui a Milano ho la possibilità di fare veramente le scelte, una cosa molto difficile se non impossibile nella mia isola. Per queste ragione io non farò la domanda ma credo che molti miei amici siciliani, lontano come me dai loro luoghi di nascita, potrebbero essere interessati».

Pietro Acinapura
Da Cosenza a Milano
33 anni, sviluppatore software

«Mi trovo bene a Milano, questo è un posto giusto per crescere, ci sono da poco, ora non sono interessato al bando però in futuro potrei esserlo. L’iniziativa comunque è buona, magari potrebbe attirare molti amici che sono rimasti in Calabria dove ho lavorato e ho fatto anche esperienze positive a livello lavorativo: ciò che non va sono le infrastrutture, anche solo muoversi in auto nella mia regione diventa una fatica e richiede molto tempo».

Raffaele Tuccinardi
Da Napoli a Milano
35 anni, impiegato

«Bella iniziativa, bisognerebbe incentivare di più il lavoro nel sud: negli ultimi anni Napoli è migliorata, vedo maggiore volontà di fare, di impegnarsi ma mancano le strutture, i mezzi, le materie prime, purtroppo restiamo ancora indietro. Io non credo di tornare, sono qui da 12 anni, sto pensando di acquistare la casa e poi mi trovo bene. Il bando potrebbe suscitare l’interesse di qualche amico che vive a Napoli».

Matteo Russo
Da Taranto a Milano
28 anni, imprenditore

«Per chi vorrebbe restare a lavorare a Taranto questo bando è molto interessante anche se non capisco perché vengano escluse la ristorazione e le libere professioni: l’importante è creare lavoro, non bisogna porre questi limiti. Io in questo momento resto qui, Milano mi piace, più avanti vedremo, il sud è in crescita, se ci sono le opportunità le valuterò: per tanti miei conterranei che vorrebbe tornare subito può essere un’occasione».