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Tajani a MT: «M4, presto nuovi fondi per i negozianti»

Nel 2011 era un volto nuovo della politica milanese: 33 anni, un passato nella Cgil, veniva nominata assessore al Lavoro come tecnico. Dopo pochi anni l’evoluzione con il sostegno a Sala, l’elezione nella sua lista civica e un posto in giunta più pesante con le deleghe alle Attività produttive, Lavoro e Commercio. Ospite di Mi-Tomorrow Live, in onda ogni mercoledì alle 13.30 su Milanow (canale 191 Digitale Terrestre), Cristina Tajani ha mostrato il suo nuovo profilo, più politico e molto in linea con il Sindaco.

A che punto siamo con la riqualificazione dei mercati comunali?
«L’ultima giunta di fine anno ha approvato la delibera con le linee d’indirizzo della riqualificazione dei mercati comunali coperti. Sono strutture del Comune che vogliamo risistemare d’accordo con gli operatori privati sperimentando una formula ibrida, ovvero questi spazi non saranno più destinati solo a negozi di frutta e alimentari ma anche per la somministrazione di cibi e bevande: l’ambizione è che si trasformino in luoghi di intrattenimento con mostre e spettacoli sul modello di quanto abbiamo fatto per il Salone del Mobile».

E’ quanto avviene nelle principali città europee?

«Sono i nostri punti di riferimento ma posso dire che abbiano già alcuni mercati che sono cambiati in questa direzione, mi riferisco a quello di Santa Maria del Suffragio, alla Darsena e a Lorenteggio dove collaboriamo con una associazione che ha sede nel mercato e che si sta distinguendo nella promozione di attività culturali».

Una nota dolente per il commercio sono i cantieri di M4. Qual è l’impegno del Comune per alleviare i disagi degli esercenti?
«Abbiamo stanziato complessivamente 6 milioni, è la prima volta che il Comune affianca misure proprie per mitigare i disagi. Adesso siamo concentrati su due obiettivi: destinare risorse prese dalla spesa corrente per i frontisti, cioè coloro che si trovano con il cantiere di fronte al negozio, e assegnare fondi a coloro che hanno la sede dell’esercizio entro 150 metri dal cantiere. Questi ultimi sono 400 in città».

Per i commercianti restare sul mercato è sempre dura.
«Bisogna sapersi reinventare, faccio l’esempio delle edicole che stanno diventando un presidio del territorio: sono un portierato di quartiere che svolge servizi per i cittadini. Credo la migliore tutela del patrimonio commerciale sta nella capacità di riqualificarsi, considerando la vicinanza umana quale asset principale: lo dimostrano i negozi di vicinato, quelli che hanno curato di più questo aspetto hanno affrontato meglio la crisi».

Sarebbe favorevole ad una liberalizzazione dei saldi?
«Il commercio online ha cambiato il settore, ormai ci sono offerte fuori dai tempi consentiti. Non dobbiamo essere rigidi, anche durante l’anno si possono incentivare gli sconti, è un modo per favorire la concorrenza. Bisogna trovare il giusto equilibrio, ad esempio sul tema dei negozi aperti di domenica, su cui il Comune non ha competenza, si deve assicurare l’erogazione dei servizi limitando però gli eccessi: il tempo libero e gli spazi in famiglia vanno salvaguardati».

Nel 2019 è possibile un aumento del biglietto urbano di Atm. Come membro dell’esecutivo non direttamente coinvolto quale giudizio da?
«L’aumento ipotizzato corrisponde al potenziamento del servizio, i nuovi costi sono legati ai nuovi servizi. Detto questo stiamo studiando le ipotesi di copertura del bilancio, ci saranno misure di equità e di mitigazione. Non aumenteranno gli abbonamenti né ci saranno interventi sulle categorie più deboli: sotto questo profilo di attenzione alle fasce deboli abbiano già varato un provvedimento che sta per entrare in vigore».

Di cosa si tratta?
«Dal 22 gennaio i disoccupati con reddito ISEE inferiore a 16 mila euro potranno acquistare l’abbonamento con soli 50 euro, questo gli consentirà di muoversi più agevolmente in città alla ricerca di occupazione».


E’ possibile un prolungamento del servizio di Atm negli orari notturni?

«Abbiamo anticipato l’avvio del servizio di mattina, per la sera dobbiamo trovare altre risorse. Vedremo, per ora la priorità era di favorire coloro che vanno al lavoro la mattina presto».

Infine la politica: cosa è cambiato da Pisapia a Sala?
«Intanto c’è un comune elemento valoriale: la solidarietà, l’accoglienza e la necessità di essere competitivi. Le differenze sono di carattere e di stile».


CITAZIONE 1

«Credo la migliore tutela del patrimonio commerciale sta nella capacità di riqualificarsi, considerando la vicinanza umana quale asset principale».


CITAZIONE 2

«Tra Pisapia e Sala c’è un comune elemento valoriale: la solidarietà, l’accoglienza e la necessità di essere competitivi. Le differenze sono di carattere di stile».