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Per non morire più da pendolari

L’indiziata principale è una tavoletta di legno che sosteneva la rotaia proprio nel punto in cui giovedì mattina ha ceduto provocando il deragliamento del treno. Questo è l’esito del sopralluogo effettuato dai consulenti tecnici incaricati dalla Procura e gli investigatori della Polfer: in particolare è stato osservato come il tassello di legno fosse posizionato in modo che il giunto che si è rotto non sbattesse continuamente contro la massicciata. Era solo una soluzione temporanea, in attesa di un’aggiustatura definitiva, che però sarebbe stata fatale ai tre passeggeri che giovedì scorso hanno trovato la morte sul convoglio della Trenord partito da Cremona e diretto a Milano Garibaldi.

LE IPOTESI • Il condizionale è d’obbligo in questa vicenda in cui, tra le ipotesi, non sono stati esclusi neppure l’errore umano o la tenuta delle ruote del treno. Sarà compito della Procura di Milano verificare se la toppa sia stata determinante per la rottura dei binari oppure – è circolata anche questa possibilità – se a provocare il disastro sono state una serie di concause. Al momento l’ipotesi di reato è disastro ferroviario colposo.

DA CHIARIRE • Non sono mancati anche fatti inquietanti. Quattro operai, con pettorine di Rete Ferroviaria Italiana, sono stati sorpresi sabato scorso all’interno dell’area posta sotto sequestro dalla magistratura mentre facevano rilievi per verificare la consistenza delle rotaie con uno strumento non meglio specificato. Gli operai sono stati accompagnati dai poliziotti in Questura per essere identificati e cercare di capire cosa stessero facendo: per loro è arrivata la denuncia per violazione di sigilli mentre le loro attrezzature sono state sequestrate.

I TAVOLI • Nella giornata di oggi sono da segnalare due fatti. Il tavolo tecnico in Prefettura e la rimozione dei vagoni del convoglio in un hangar, un’operazione che dovrebbe consentire di riaprire completamente la circolazione sul tratto ferroviario dove è avvenuto l’incidente. La linea tra Cremona e Milano è una delle più trafficate d’Italia, sulla quale passano dai 400 ai 500 treni al giorno. Non sarà facile, per i tanti pendolari che la utilizzano, riprendere il viaggio senza patemi d’animo: i passeggeri intervistati in piazzale Cadorna hanno raccontato di essere rimasti scossi da quanto accaduto. In particolare ha destato molta sensazione la componente della casualità: sul tratto della Cremona-Milano prima del deragliamento erano passati altri convogli e non solo quel giorno stesso.

 

I VOSTRI PARERI

Lorenzo Rotella
27 anni, giornalista

Mi ha infastidito il sensazionalismo intorno alla notizia, secondo me bisognava essere più asettici, magari evitando voci in sottofondo com’è accaduto in alcuni servizi. Inoltre è mancato un approfondimento sulle cause di questa tragedia.

Giulia Cibrario
20 anni, studentessa

Lo sciacallaggio di alcuni esponenti politici è stato inaccettabile, di fronte ai morti e feriti è bene restare in silenzio, anche perché le responsabilità di questa tragedia affondano negli anni, non è possibile attribuirle a tizio o caio.

Matteo Bellorini
19 anni, studente

Ciò che fa riflettere è che quanto accaduto può succedere a chiunque, io viaggio ogni giorno e quindi incontro il rischio continuamente. Continuerò a prendere il treno cercando di non pensarci, altrimenti non si va avanti.

Joi Leerb
22 anni, studentessa

Purtroppo la situazione dei treni è molto deficitaria, nelle carrozze mancano i controlli, sono sporche, le corse sono spesso in ritardo. I biglietti, però, sono alti, una ragione valida per fare si che il servizio venga finalmente migliorato.

Zineb Corbi
24 anni, parrucchiera

Non è concepibile che la gente possa morire per avere preso il treno. Adesso bisogna migliorare il servizio, all’estero si viaggia meglio: ad esempio in Francia il TGV è ben altra cosa rispetto al Frecciarossa.

Guido Raimondi
70 anni, driver

Lo sapevano tutti che quel binario era rotto e bisognava cambiarlo. Ciò che è successo a Pioltello dimostra che è necessario programmare investimenti adeguati, non aspettare le tragedie: purtroppo con i treni ci si comporta come con le alluvioni.

IL PENDOLARISMO IN CIFRE

735.000,
Il numero di viaggiatori quotidiani sulle linee “secondarie” lombarde

15,
Le linee della regione tra le trenta più frequentate d’Italia

41,3%,
La quota di treni lombardi che ha più di più 15 anni d’età

1,65 miliardi di euro,
Il valore della flotta ferroviaria in Lombardia

SECONDO NOI
Potevamo scegliere di non pubblicare venerdì scorso, giorno successivo alla tragedia di Pioltello, il rapporto Pendolaria di Legambiente che ancora una volta ha messo a nudo la situazione per certi versi drammatica del sistema ferroviario della Lombardia. Potevamo, certo. Perché qualcuno sui social network ci ha pure attaccati, dicendo di voler mettere insieme un episodio come quello di giovedì con numeri che possono anche centrare poco con un binario che cede. Punti di vista, che sarà la magistratura ad accertare. Eppure rivendichiamo di aver messo in evidenza numeri (non opinioni) che fotografano un quadro raccapricciante in quella che resta la regione più avanzata d’Italia. Si tratta del risultato di una precisa volontà che negli ultimi dieci anni ha voluto privilegiare gli investimenti sull’alta velocità a scapito delle linee dei pendolari che ogni giorno si devono spostare su treni da terzo mondo. Eppure il peggioramento di un servizio e l’anzianità di certi convogli è andata di pari passo con aumenti di tariffe, che spesso si sono rivelati ingiustificati. Se avessimo sollevato la questione in un altro momento, forse l’attenzione sarebbe stata minore. Almeno su questo crediamo di aver ragione.