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Non solo sushi! L’Oriente sbarca a Milano

Non c’è solo il sushi. L’Oriente rappresenta anche molto, molto altro. Per spiegare ogni sfaccettatura di un territorio così misterioso si rinnova l’appuntamento con Il Festival dell’Oriente, la rassegna dedicata alla tradizione di una grande parte di mondo. Tante le particolarità di questa edizione – che farà tappa a FieraMilanoCity da domani a domenica -, a cominciare dal fatto che «le attività saranno ininterrotte, in qualsiasi momento ci sarà sempre qualcosa da visitare e soprattutto da fare», svela a Mi-Tomorrow Valentina Nobili, tra le organizzatrici del festival.

 

Valentina, come siete riusciti a riunire in un solo evento una parte così vasta del nostro pianeta?
«Creando un percorso sulla cultura dei Paesi orientali a 360 gradi. Dagli aspetti più classici, a quelli più misteriosi. Attraverso mostre, spettacoli musicali e artistici, show cooking. A dominare sarà l’interattività, un aspetto chiave per noi. Ci si potrà cimentare personalmente nella scrittura degli ideogrammi cinesi, sperimentare la vestizione dei kimono giapponesi o dei sari indiani. Insomma, l’intento è andare oltre gli stereotipi, conoscere ogni aspetto di numerose culture. Vivere un’esperienza vera, che si avrebbe la possibilità di affrontare soltanto viaggiando».

Come si è sviluppata l’idea del festival?
«È nata dalla passione degli organizzatori per il mondo delle arti marziali, che in Oriente non sono semplicemente uno sport, ma rappresentano un’espressione della cultura. Ci sarà una sezione molto importante dedicata a questo tema».

E le altre sezioni principali?
«Ci sarà grande spazio in particolare per la spiritualità e la cultura orientale. L’obiettivo è divulgare in Italia tutte le religioni di quelle zone, non soltanto le più conosciute, perché la spiritualità è uno degli aspetti più sentiti nella loro tradizione. Per questo saranno presenti alcuni esperti, che ne offriranno una visione molto ampia».

Qual è il ruolo di Milano in questa manifestazione?
«Il Festival è partito sei anni fa in Toscana e Milano è stata la nostra prima tappa fuori zona. È la seconda volta che approdiamo qui e questa volta abbiamo scelto anche un luogo che consenta una lunga permanenza ai visitatori, perché perfettamente collegato con i mezzi. Oltretutto, Milano è la città multietnica e il centro internazionale per eccellenza in Italia. Ha sempre dimostrato grande apertura verso l’esterno. Perciò i milanesi riservano anche un’attenzione particolare verso le altre culture».

Che numeri vi aspettate di fare?
«L’anno scorso, in due weekend, abbiamo raccolto 100mila visitatori. Questa volta abbiamo a disposizione un solo fine settimana, ma contiamo di mantenere lo stesso afflusso. Anche perché abbiamo implementato e arricchito il festival, sia per quanto riguarda la zona culturale e spirituale, sia per l’area ristoro. Abbiamo aggiunto lo street food a tema orientale e anche una versione più spettacolare delle cucine, grazie a dimostrazioni di show cooking. E non abbiamo dimenticato la cucina vegetariana e vegana, tipica dell’Oriente».

CITAZIONE
«Milano è la città multietnica e il
centro internazionale per eccellenza
in Italia. Ha sempre dimostrato
grande apertura verso l’esterno»

 

Dalle China Pearl
al mago giappo

Il Festival dell’Oriente, il più importante evento dedicato alla cultura, alle tradizioni ed al folklore dei paesi Orientali, inaugura il suo 2018 con la prima tappa a Milano. Il pubblico potrà immergersi nel fascino del mondo orientale, all’insegna della cultura, della scoperta, dell’intrattenimento e del divertimento. I visitatori potranno concedersi un viaggio “virtuale” in decine di meravigliosi paesi: Cina, Sri Lanka, Giappone, Mongolia, Thailandia, Corea, India, Vietnam, Indonesia e tanti altri ancora. Tante le novità di questa edizione e le esclusive per il pubblico milanese: le danze tradizionali cinesi delle China Pearl, il mago giapponese Keiichi Iwasaki, il ballerino Keepha, la Danza del Leone acrobatica. E poi uno show cooking a tema vegan, la riproduzione di un tipico Villaggio Giapponese, aree culturali interattive e nuovi punti ristoro a tema oriental street food.