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MI consigli un lavoro?

È una fotografia con tante ombre e poche luci quella scattata da Coldiretti nell’indagine I giovani italiani, la vita e il lavoro, presentata al Salone della creatività made in Italy: più di un trentenne su tre vive con la paghetta dei genitori, dei nonni o di altri parenti; un dato che peggiora ulteriormente se si analizza la fascia 18-24 anni: 55%, con un altro 6% che fa affidamento sulla pensione dei nonni. Occhio, però, a pensare a una generazione di bamboccioni o di sdraiati: il 56% dei giovani interpellati accetterebbe un posto da operatore ecologico che, da emblema dei lavori meno ambiti, è diventato un “lusso” per gli under 35, preferito a un posto nei call center o a professioni come badante e dog sitter. Il posto fisso? Resta il sogno proibito per il 62% degli interpellati. Nel frattempo, ci si arrangia come si può: tre giovani su quattro hanno già avuto esperienze lavorative multiple per una media di quattro lavori cambiati, cinque nella fascia 30-34 anni. Non manca tra gli occupati – conclude l’analisi Coldiretti – chi è molto o abbastanza soddisfatto del proprio lavoro (71%), mentre tra quelli che non lo sono il motivo principale resta la scarsa remunerazione (62%).