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Pizza da esposizione

Non è una pizza napoletana e nemmeno un’egiziana tanto in voga a Milano perché consegnata dalla maggior parte dei takeaway. Né tanto meno una pizza gourmet: «Giammai. E non perché io sia contro questo movimento, ma perché la pizza propriamente detta non è un disco di pasta sul quale impiattare ingredienti ricercarti», dice Cristian Marasco. Trentanove anni, nato a Merate da famiglia napoletana, Marasco è il pizzaiolo scelto da Stefano Cerveni, Ugo Fava e Marco Giorgi per sfornare le sue gemme alla Triennale Social Pizza al piano terrà del museo milanese di viale Alemagna.

ELETTRICO • La Social Pizza di Marasco – che gestisce altri tre locali a Merate, a Bonate Sopra e a Malgrate – è realizzata con un impasto lievitato 48 ore con pasta madre («Che curo da anni», sottolinea Marasco) a temperatura controllata e realizzato con un blend di farine Petra Molino Quaglia 100% biologiche italiane in parte macinate a pietra. Anche la materia prima per i condimenti è di prima qualità a partire dalla mozzarella di latte lombardo al 100% fornita giornalmente da casari esperti con latte di Razza Bruna della Valtellina. La cottura viene fatta in un forno elettrico di ultima generazione.

LA CARTA • Il menù non è lunghissimo e questo già depone a favore della nuova Social Pizza. Alla Margherita, qui in versione Dop con pomodoro San Marzano, fiordilatte del casaro, parmigiano e mozzarella di bufala campana, si aggiunge la Caprese (con mozzarella di bufala e pomodoro del Piennolo) e la Siciliana che alla classica base vede in aggiunta olive, capperi di Salina e acciughe di Cetara. Due le pizze irrinunciabili: per gli intolleranti al lattosio (e non solo) una stupefacente Marinara ai 4 pomodori con dosatura eccelsa di San Marzano, Pachino, antico pomodoro napoletano e Piennolo oltre ad aglio e origano e una superlativa (per gli amanti dei prodotti caseari) “4 formaggi Italia-Francia” con fiordilatte, creme fraiche d’Isigny, camembert, erborinato naturale Guffanti e un topping di miele di melata.

RICERCA • Tra le proposte anche la “Bambino felice” con wurstel di Pollo e patate al forno con oli e rosmarino e la “Gambero rosso e patate viola”, con gamberi rossi di Mazara del Vallo, stracciatella pugliese, erba cipollina e chips di patata viola alla quale Cerveni (chef stellato al Due Colombe di Borgonato che alla Triennale gestisce l’Osteria con vista) ha voluto dare il suo tocco. I prezzi vanno dai 9 euro della Marinara ai 22 della “Gambero rosso e patate viola”. La pizza (è bene dirlo perché oggi non è così scontato) è facilmente digeribile. L’unico neo? L’apertura solo a pranzo.

Triennale Social Pizza
Viale Alemagna 6, Milano
Dal martedì alla domenica
dalle 12.30 alle 16.00
Info: 02.23.05.82.45