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Mia e Milano diventa capitale della fotografia

Ritorna con l’ottava edizione MIA Photo Fair, la fiera mercato dedicata interamente alla fotografia, ideata da Fabio e Lorenza Castelli, per il quarto anno consecutivo organizzata nella location di The Mall nel quartiere di Porta Nuova, con cinquemila metri quadri dedicati all’immagine di alta qualità. Numerose le gallerie italiane ed estere partecipanti: 130 in totale di cui 37 straniere provenienti da Francia, Germania, Spagna, Belgio, Israele, Grecia, Cina, Usa e Argentina, il doppio dell’anno precedente, segno che la fiera accoglie consensi e che sia ritenuta di livello internazionale. Gli artisti presentati dalle gallerie saranno oltre 350, alcune proporranno progetti legati a singoli artisti, monografiche progettuali di elevata qualità. Una fiera che può soddisfare ogni tipo di richiesta ed esigenza, il collezionista e amante della fotografia può così trovare opere a prezzi contenuti fino ai capolavori dalle quotazioni più elevate.

CONTEST • Anche per quest’anno è promosso il Premio BNL Gruppo BNP Paribas che consentirà la pubblicazione dei 15 finalisti saranno pubblicate sull’account ufficiale @bnl_cultura, mentre l’opera vincitrice entrerà a far parte del patrimonio artistico della banca. Di particolare interesse il progetto “2030: What Are You Doing?” nato dall’idea di Armando Testa realizzato da Platon, fotografo conosciuto in tutto il mondo: in mostra diciassette ritratti fotografici in bianco e nero, corrispondenti ad altrettanti ambasciatori, uomini e donne impegnati concretamente a costruire un mondo più giusto dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, come lo chef Massimo Bottura, l’attore statunitense Jeremy Renner, la paladina degli oceani Alexandra Cousteau, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, passando per il campione di tennis André Agassi fino a Jeffrey Sachs, direttore del Network dell’Onu per lo Sviluppo Sostenibile. La fiera prevede un ricco programma di talk, approfondimenti sulla storia della fotografia, conversazioni, in particolare gli incontri su psicanalisi e collezionismo, che fanno parte del nuovo format basato sul rapporto tra Arte e Scienza, con la partecipazione di docenti, ricercatori e critici.

DOVE, COME, QUANDO

MIA Photo Fair 2018
Da domani a lunedì 12 marzo
The Mall – Milano Porta Nuova
P.zza Lina Bo Bardi 9, Milano
miafair.it

«La fotografia mi permette di pensare e vedere la realtà in modo continuamente diverso».

Così Gianluca Balocco, tra gli artisti presenti a MIA Photo Fair, racconta le sue emozioni a Mi-Tomorrow.

Quale progetto presenterai in fiera?
«L’invito che mi ha fatto quest’anno si svolge in concomitanza con la mostra Belle di Natura al Museo Francesco Messina, ho avuto l’onore di coinvolgere tre grandi ballerine: Accolla, Fracci e Savignano. A MIA Photo Fair presenterò un allestimento diverso ma in linea con l’installazione del museo. Si tratta di un progetto dove ho sviluppato il senso dell’umano attraverso la vita delle cose, in questo caso si tratta dagli abiti indossati dalle ballerine e di come simbolicamente, attraverso l’opera d’arte, abbiano acquisito una loro fisicità e una loro dimensione atemporale. Un confronto con il mondo vegetale – ricerca ricorrente nei miei lavori – laddove una pianta acquisisce forza, senso e bellezza col passare degli anni».

Cosa rende una foto un’opera d’arte?
«Credo principalmente il rapporto che ha l’artista con il proprio pensiero – ricerca e onestà intellettuale – e lo sguardo di chi osserva. In fotografia un’opera d’arte non è semplicemente una buona fotografia, è anche una relazione sistemica tra gli elementi che portano il fotografo a realizzare una certa cosa a prescindere dalla sua esclusiva volontà. In fotografia entrano in gioco la realtà, il caso e l’energia dei soggetti».


Perché hai scelto la fotografia per esprimerti artisticamente?

«La fotografia mi permette di pensare e vedere la realtà in modo continuamente diverso, a di là della sua rappresentazione retinica. E’ una chimica, non solo ottica e visiva della luce, ma anche dello sguardo e delle relazioni sistemiche che compongono il senso della vita. Adoro la fotografia perché è imprevedibile, mutevole, incoerente, caotica e allo stesso tempo universale».

Nel mercato dell’arte quale posizione occupa oggi la fotografia?
«Le iniziative e le mostre si stanno moltiplicando e crescendo, questo ha prodotto grande attenzione a questo nuovo mezzo espressivo, generato però in tutti noi una sensazione di confusione e d’insicurezza proprio per la grandissima varietà d’offerta. Spero che il mercato sappia riconoscere la differenza tra chi scatta una fotografia e chi fa ricerca artistica».