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«Troppo trionfalismo sul cibo»

Etica e sanità, umanità e scienza. Nell’era moderna, sempre di più, la medicina si trova a dover abbracciare le due facce della medaglia. Per questo motivo, Fondazione Ambrosianeum e Fondazione Matarelli organizzano un ciclo di incontri su questi temi. E domani, in calendario spicca un appuntamento di grande rilevanza, dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare”. Una questione che interessa un pubblico sempre più ampio, come spiega Giorgio Lambertenghi Deliliers, medico internista e organizzatore degli incontri, insieme al presidente Marco Garzonio. Il ritrovo è all’Ambrosianeum (in via Delle Ore 3), alle 17.30.

Come sta cambiando il rapporto con l’alimentazione?
«Si nota sempre di più un “trionfalismo” sul cibo. L’attenzione che viene dedicata ha indubbiamente un aspetto positivo: con una dieta corretta si prevengono diverse patologie. Ma, d’altro canto, se portata all’eccesso, l’attenzione al cibo può trasformarsi in una ricerca della perfezione estetica, che può creare patologie psichiatriche e causare un rapporto disfunzionale con l’alimentazione, come avviene nei casi di anoressia e bulimia».

Come si svilupperà l’incontro?
«Si partirà da un’analisi di questi disturbi da un punto di vista clinico, che verrà proposta dalla dottoressa Nicoletta Polli: perché anoressia e bulimia possono causare patologie al cuore, muscoli, reni, all’apparato gastroenterico. Poi si entrerà nel vivo della questione, cercando di capire le cause di queste malattie».

Quali possono essere?
«Alla base c’è spesso un’origine sociale o familiare. Fattori di rischio poi possono essere crisi sul lavoro, in amore, ma esistono una predisposizione e un’insicurezza di fondo, una scarsissima autostima. Che porta anche a crearsi un ideale di bellezza che non corrisponde alla realtà. Per cercare di indagarne le ragioni interverranno Paolo Cattorini e Gustavo Pietropolli Charmet».

Il target più colpito?
«I giovani, dall’adolescenza ai 35 anni. Principalmente di sesso femminile, ma non solo. Si tratta spesso di persone di una certa levatura e intelligenza, ragazze di successo, bravissime a scuola o all’università».

Come si curano queste patologie?
«È fondamentale che il processo di cura coinvolga il malato ma anche la sua famiglia, con una terapia di gruppo. Come spiegherà la dottoressa Pamela Pace, bisogna agire sull’ambiente in cui si vive perché se quello non muta, i ragazzi tendono a riprecipitare nella stessa patologia e recidivare. Ma, come confermano gli esperti, con la giusta terapia guarire è possibile».