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«Sole, con nuvole»

In tv fanno concorrenza ai cuochi: li trovi su qualunque canale, a qualsiasi ora. Nella loro versione digitale, che sia un sito internet o un’app su smartphone, sono consultati più dell’Oracolo di Delfi. Sono i meteorologi, che a breve – novità – avranno anche loro un albo ad hoc.

L’ALBO • «Assicurare una maggiore professionalità e un miglior controllo per garantire previsioni meteo attendibili, che hanno ricadute importanti sia sulla prevenzione che sui flussi turistici»: questo il senso, come ha spiegato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Stop, insomma, alle previsioni un tot al chilo e alle bufale sul tempo, che spesso si sono viste, specie sul web, pure con toni da Armageddon. Anche perché la meteorologia non è materia da ciarlatani: è una cosa serissima, un ramo delle scienze che miscela studi teorici e sperimentali, con una lunga storia alle spalle. Non si tratta solo di stamparsi un bel sorriso in faccia, indossare un abito elegante (i colonnelli dell’Aeronautica Militare sono avvantaggiati) e indicare, davanti a una telecamera, dove il giorno dopo ci sarà il sole e dove pioverà: vuol dire, piuttosto, studiare e prepararsi tanto, essere costantemente aggiornati, usare le tecnologie e fare rete, rendere una materia ostica di facile fruizione, il tutto anticipando il futuro. Non come indovini, ma, appunto, come meteorologi.

LA GIORNATA • Ecco spiegato il motivo, nel 2018, di una Giornata mondiale della Meteorologia, che si torna a celebrare domani. Perché il 23 febbraio? Perché in questa data, nel 1950, fu fondata l’Organizzazione meteorologica mondiale, agenzia speciale delle Nazioni Unite che ha sede a Ginevra e riunisce 191 Stati membri. Tema di quest’anno: Weather-ready, Climate-smart. Un invito a riflettere sul tempo meteorologico e sul clima, due facce, in fondo, della stessa medaglia, distinte solo dalle scale di tempo. Il tutto con un marcato accento sulla sfida dei cambiamenti climatici: «La popolazione globale in continua crescita affronta una vasta gamma di pericoli come tempeste, cicloni tropicali, forti piogge, ondate di calore e siccità – sottolineano dall’Omm – I cambiamenti climatici a lungo termine stanno aumentando l’intensità e la frequenza degli eventi estremi, provocando l’innalzamento del livello del mare e l’acidificazione degli oceani. L’urbanizzazione e la diffusione di megalopoli significa che molte più persone sono esposte a questi rischi e vulnerabili». Con una chiosa che vale come motto da applicare nella quotidianità: weather-ready, climate-smart, water-wise, cioè pronti a livello meteorologico, intelligenti sul fronte climatico, saggi nella gestione dell’acqua. In Italia (e non solo) c’è ancora tantissimo da fare…