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Come ricordare Marco Biagi

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sono i lavori che hanno conquistato il successo ex-aequo nel premio Marco Biagi 2018, la borsa di studio istituita dal Comune di Milano in memoria del giuslavorista assassinato dalle Brigate Rosse nel 2002. Il bando ha visto in gara 23 candidati under 35, italiani e stranieri, su temi che avevano il compito di aiutare l’amministrazione a sviluppare delle politiche adeguate sul territorio con un particolare focus su innovazione sociale, periferie, lavoro e nuovi fenomeni immigratori. «I due elaborati toccano argomenti molto distanti, ma hanno avuto già una concretizzazione nel lavoro dell’amministrazione comunale – racconta Mirko Altimari, docente all’Università Cattolica a Milano e componente della commissione –. Entrambi hanno questa caratteristica: sanno tirare le fila del discorso in maniera ampia, partendo da questioni concrete e lavorando su dati materiali».

FUTURO • La commissione ha votato all’unanimità: entrambi i temi premiati si sono rivelati originali, dalle tematiche importanti e le due autrici hanno ricevuto un assegno da 3.125 euro ciascuno. «Come giurista ho accolto con grande favore il nuovo focus sul bando in termini di innovazione – spiega ancora Altimari –. L’idea di innovazione sociale è ben diversa dall’essere uno slogan posticcio, altresì è qualcosa di molto concreto, particolarmente per il mondo del lavoro». In più, il premio ha permesso di lavorare su temi che potrebbero rivelarsi molto utili in termini di ricerca. «Entrare a far parte di una commissione che prende il nome di Marco Biagi è di per sé un onore – conclude il docente dell’ateneo milanese –. Le occasioni di studio multidisciplinari come questa non sono così scontate. Spesso nel mondo della ricerca capita di lavorare su cose simili a pochi chilometri di distanza perché si tende a segmentare dei settori precisi. La multidisciplinarietà fatta seriamente è, invece, l’unico modo per mandare avanti la ricerca. Mi auguro che si vada avanti in questo senso».