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Da Milano a Verona

Non solo degustazioni. Ma anche un’occasione straordinaria per strategie commerciali e incontri sui temi caldi dell’enologia internazionale. E’ la sintesi di Vinitaly, il salone del vino che si aprirà dopodomani, domenica 15 aprile, alla fiera di Verona, con l’inaugurazione affidata alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

I NUMERI • Fino a mercoledì 18 aprile sono attesi a Verona oltre 128mila operatori, da 140 Paesi, con un significativo aumento (+25%) proprio degli espositori stranieri. Non crescono solo le cifre, ma anche l’offerta generale dell’esposizione, con l’area “green”, ad esempio, che si presenta con gli spazi dei “Triple A” di ViVIT (Vigne Vignaioli Terroir), la sezione di VinitalyBio e il quartier generale della Fivi (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti).

IL MERCATO • Dal punto di vista del settore, le cose non vanno male. Anzi. Le elaborazioni Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base doganale, relative ai primi mesi del 2018, segnalano il controsorpasso dell’Italia, ai danni della Francia, nel mercato degli Stati Uniti. Un testa a testa che vede ora primeggiare il prodotto made in Italy con 243 milioni di euro e la Francia al seguito con 227 milioni di euro. A determinare l’exploit sono soprattutto gli spumanti (+18,3%) a fronte del contemporaneo crollo dello champagne (-23,1%). Sui fermi imbottigliati il trend italiano rimane stabile (+0,8%) mentre Parigi mette a segno un +16,6%, complici i rosé della Provenza. Una performance – quella italiana – ancora più significativa se considerato il contesto non positivo della domanda statunitense nel primo bimestre, con le importazioni di vino che sono diminuite del 2,3%. Dietro ai due leader, secondo le rilevazioni, rincorsa per la Nuova Zelanda (+33,9%) che tuttavia rimane lontana con un valore di quasi quattro volte inferiore a quello del Belpaese.

LA RETE • Si guarda con grande attenzione anche al mercato dell’online, dove sono l’Amarone e il Brunello di Montalcino i vini più acquistati dagli italiani. La tendenza emerge dal focus realizzato dal player del settore e-commerce-vino Tannico per il Consorzio Vini Valpolicella su dati consuntivi 2017. Dall’analisi di mercato emerge in particolare che è l’Amarone, con il Brunello di Montalcino, il vino rosso più venduto online nei segmenti di vini ultra-premium e luxury (oltre 25 euro). Insieme le due produzioni enologiche raggiungono una quota di mercato pari al 27,5 % (Amarone 13,72%, Brunello 13,78%). Tutte le info sulla manifestazione sono reperibili sul sito vinitaly.com.