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Minniti a MT: “Stop agli abusivi sui Navigli”

Il Municipio 6 è un banco di prova delicato per Palazzo Marino. Qui si misurerà la capacità di realizzazione dei progetti tra i più importanti di questa amministrazione: l’ultimo tratto della M4, la riqualificazione della zona Lorenteggio-Giambellino e il quinto canale dei Navigli. Santo Minniti, 34 anni, esponente del Pd, guida da due anni questo Municipio. A Mi-Tomorrow Live, in onda ogni mercoledì dalle 13.30 su Milanow, ha spiegato quale contributo sta offrendo per portare al traguardo le tante opere dislocate sul territorio.

Partiamo dalla sicurezza: come giudica l’iniziativa dei vigili di quartiere?
«Sono una forma di rappresentanza importante delle istituzioni sul territorio, la considero una felice sperimentazione di questa amministrazione».

Tra i problemi del municipio ci sono sicuramente le scuole…
«La maggior parte degli edifici sono datati, abbiamo molti istituti che sono prefabbricati e risalgono agli anni ’60. Le criticità si manifestano in modo particolare sui tetti, nei controsoffitti oppure si verificano casi in cui difetta il riscaldamento come quello recente di via Foppette».

Come si è risolto?
«Abbiamo fatto degli interventi, lì c’è un impianto di riscaldamento non più adeguato».

Come si può intervenire per migliorare l’edilizia scolastica?
«Come Municipio non abbiamo competenze sulla manutenzione ordinaria, credo che accentrarla con quella straordinaria può essere un primo passo».

Il secondo?
«Il rapporto con i privati. Stiamo sperimentando una collaborazione con una società che investa per innovare il sistema energetico delle scuole».

Altri esempi?
«La riqualificazione di via Gola che abbiano realizzato grazie a un privato che ha investito su un immobile che si trova in zona. Un’altra via è quella della sponsorizzazione, penso al caso del Silos Armani: è uno strumento che si presta in modo particolare per gli interventi di riconversione edilizia».

Parliamo dei grandi progetti: la riapertura dei Navigli. Favorevole?
«E’ un progetto da studiare nei dettagli perché avrà effetti importanti sulla mobilità, in particolare sulle fasce più deboli come gli anziani, i diversamente abili. E’ una sfida, penso che sia bene chiamare i cittadini in modo che possano pronunciarsi perché ritengo che non ci sia solo qualcosa di positivo, ci sono tanti aspetti da definire: se si lavora bene e si fa chiarezza si può andare avanti».

Come vanno le cose sui Navigli esistenti?
«C’è il problema che non si rispetta l’occupazione del suolo pubblico, purtroppo è sforata sistematicamente: a volte gli esercenti preferiscono violare le regole e pagare la sanzione. Bisogna essere intransigenti, se si è recidivi si deve revocare la concessione dello spazio».

Lo scorso anno alcuni amministratori si sono tuffati nella Darsena. Se un giorno si potesse balneare…?
«Non la condivido intanto perché così si crea un problema sicurezza, inoltre non è quella la vocazione della Darsena».

Un’altra risorsa, già esistente da tempo, è via Tortona.
«Premesso che i vari studi stanno facendo molto bene al quartiere non posso negare che, soprattutto in caso di eventi come il Fuorisalone, qualche problema lo arrecano, non può essere diversamente quando un quartiere deve ospitare il doppio delle persone. Stiamo lavorando per tutelare i residenti, abbiamo avuto un incontro con la polizia locale e il comitato di quartiere per definire un protocollo di accessi al quartiere. Abbiamo anche ottenuto qualche risultato come la riapertura a doppio senso del tratto di via Stendhal».

Non andava bene a senso unico?
«No, dava problemi, è stata una scelta sbagliata del Comune, non ho difficoltà ad affermarlo».

C’è un progetto cui state lavorando che vi sta a cuore?
«Riguarda lo sport e si chiama 6 x Tutti: è destinato allo sport di prossimità femminile e alle disabilità, si svolgerà a Primaticcio».