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Liberi d’estate? No, occupati

L’estate è ormai dietro l’angolo e, se alcuni inizia a intravedere il traguardo delle meritate ferie, per altri quella sarà la linea di partenza: tante anche quest’anno le opportunità di lavoro sotto il solleone, come vi abbiamo raccontato anche ieri nella nostra rubrica settimanale, a conferma che quello estivo, a dispetto di quel che molti son portati a credere ancora oggi, è uno dei periodi più adatti per inserirsi nel mondo del lavoro.

LA FILOSOFIA • Certo, in molti casi, non sarà il lavoro della vita, ma si tratta comunque di una valida opzione, da non scartare a priori: un modo per fare esperienza, arricchire il curriculum e guadagnare qualche soldo per i più giovani; una boccata d’ossigeno per chi è più in là con gli anni ma sconta ancora tutte le difficoltà di trovare un lavoro. Gli ingredienti fondamentali, in entrambi i casi, sono voglia di fare, un pizzico di curiosità, grande disponibilità e flessibilità. La filosofia deve essere mettere fieno in cascina, sia esso meramente economico o a livello di esperienza per il futuro.

IL QUADRO • Sono oltre 28 mila le opportunità d’impiego nella stagione estiva 2018, secondo la rilevazione di Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro: si va dai servizi legati ai trasporti all’accoglienza dei turisti, dalla cura della persona all’intrattenimento, passando per l’ Horeca, da sempre un bacino pescoso sul fronte dei summer job, anche per profili alla prima esperienza. 1.400 i profili ricercati da Openjobmetis (openjobmetis.it): anche qui spettro piuttosto ampio, dall’Horeca e turismo (camerieri, baristi, cuochi, ma anche receptionist e animatori turistici) all’ambito vendite, tra Gdo e Retail (scaffalisti e specialisti di reparto; addetti alla vendita, in vista dei saldi); dalla logistica (magazzinieri e addetti carico/scarico) all’agroalimentare, con opportunità per addetti alla cernita della frutta. Numerose le posizioni in ambito sanitario, tra cui Oss e Asa per Rsa e case di cura per la sostituzione ferie del personale diretto e badanti conviventi. Lombardia ed Emilia Romagna le regioni con il maggior numero di posizioni aperte. Guardando un po’ più in là, occhio, poi, alla stagione degli inventari, che da fine agosto ha uno dei suoi momenti più caldi e che di norma offre tante opportunità d’impiego spot. Siete, invece, professionisti già specializzati? Non disperate. Varie, anche qui, le posizioni aperte in vista dell’estate, come segnalato da Page Personnel (pagepersonnel.it), con contratti temporanei ma anche indeterminati: i profili più richiesti negli ambiti contabilità e fatturazione/data entry; logistica; front office/segreteria e amministrazione del personale; customer service e marketing. A Milano si cercano, poi, profili specializzati in banking e financial services. Insomma, non resta che buttarsi e rimboccarsi le maniche: in estate è pure più facile…

 

LA TOP 5 DEI LAVORI ESTIVI

1) Horeca e turismo

2) Vendite (Gdo e Retail)

3) Logistica

4) Agroalimentare

5) Sanità e cura della persona

 

«Un ottimo biglietto da visita per il futuro»
Il parere di Laura Piccolo (Openjobmetis)

«È ovvio che, quando parliamo di lavori legati a una stagione, parliamo di lavori che hanno tutti i connotati di impieghi temporanei, ma si tratta comunque di ottime opportunità. È un momento di sicuro fermento: registriamo più richieste rispetto all’anno scorso e questo ci fa ben sperare». Così a Mi-Tomorrow Laura Piccolo, responsabile Grandi Clienti di Openjobmetis.

Perché sono buone opportunità?
«I lavori estivi, come anche quelli nel periodo natalizio, rappresentano un eccellente biglietto da visita, soprattutto per i profili junior: un modo in primis per fare esperienza e arricchire/completare il proprio curriculum vitae ed entrare nel mondo del lavoro, imparando le regole e a stare in un contesto diverso da quello dello studio e dello svago».

Insomma, un investimento?
«E’ un modo per farsi conoscere: moltissimi nostri ex lavoratori oggi sono impiegati nelle aziende clienti dove avevano iniziato proprio con questo tipo di attività».

È, vero, quindi: non è solo un modo di dire…

«È verissimo: le aziende ci conoscono e ci mettono alla prova in un momento in cui per loro la nostra attività diventa determinante perché, magari, rappresenta il picco stagionale della sua produzione. È evidente che, laddove in futuro si dovesse aprire un’opportunità d’impiego più duratura, la stessa azienda non ha alcun interesse a ripartire da zero con un altro candidato, anche in termini affiancamento e formazione, rispetto all’attività che deve ricoprire: si va piuttosto a vedere, tra chi ha lavorato in quella realtà in un periodo specifico, se c’è qualcuno interessato a un lavoro più duraturo».

Nessun pregiudizio, dunque, nei confronti dei lavori estivi da parte delle imprese?
«No, affatto. Se in passato un curriculum molto frazionato, con molte esperienze, diverse tra loro, poteva avere anche una duplice lettura (si pensava che la persona non avesse capacità di adattabilità, eccetera), oggi non è più così. Quando io studiavo, l’impiego stagionale riguardava prettamente lo studente che lavorava dando ripetizioni o facendo il cameriere in modo più o meno chiaro».

Cos’è cambiato?
«Le forme contrattuali che abbiamo a disposizione, come la somministrazione, consentono di lavorare regolarmente e inserire nel cv queste esperienze con piena legittimità, citando le aziende presso le quali si lavora e dando, quindi, evidenza e testimonianza di quel che si è fatto. Tutto ciò pesa tantissimo».

Quali i requisiti essenziali per un profilo in cerca di un’occupazione estiva?
«In tutti i settori, le caratteristiche di base sono flessibilità e grande disponibilità oraria, al lavoro su turni e nel fine settimana. Si cercano profili con esperienza, ma in molti casi anche figure da formare attraverso corsi dedicati. Tra gli altri requisiti, standing e conoscenza di almeno una lingua straniera, soprattutto per i settori Gdo e Horeca».

Non disdegnare, quindi, un lavoro estivo: quali sono le altre indicazioni per chi è in cerca di un lavoro?
«Non è necessario preparare cento cv e spararli a casaccio, nel mucchio per sentirsi dire di no o, peggio, non ricevere risposta: cercare un lavoro significa, intanto, fare un’analisi delle proprie competenze e saperle descrivere e sintetizzare con precisione. Vale per tutti i profili: bisogna sforzarsi d’identificare i propri punti di forza”.

Poi?
«Fatta questa operazione fondamentale, è più facile trovare una risposta positiva andando a contattare realtà che cercano profili in linea con la nostra esperienza: tradotto, se un’azienda di ristorazione cerca un barista e io mando un cv in cui dico che ho esperienza come gastronomo, è difficile che verrò richiamato in prima battuta, a meno che non saprò evidenziare nel mio curriculum competenze similari o associabili alla mansione per la quale mi sto candidando. Bisogna cercare di mantenere la coerenza: questo aiuta tantissimo, perché, intanto, non si mandano cento cv, ma cinque-dieci mirati (e un no ricevuto a fronte di cinque-sei cv inviati rispetto a un no su cento è decisamente meno demotivante) e poi perché aumentano le opportunità di essere presi in considerazione».

E se, nonostante questi sforzi, non esce ancora nulla?
«Non bisogna abbattersi e demordere: quando si è senza lavoro, è bene ragionare dove e su cosa investire, ricorrendo alla formazione per migliorare, arricchire e perfezionare il curriculum. Ci sono tante opportunità gratuite in questo senso, offerte anche da molte agenzie per il lavoro».

 

IL CANDIDATO PERFETTO

– Grande disponibilità oraria, al lavoro su turni e nel fine settimana

– Buona presenza

– Conoscenza di almeno una lingua straniera

– Coerenza

– Determinazione

– Capacità di sintesi nel curriculum