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Cara… carissima Milano!

La settima città più cara del mondo. E’ il posto che Milano occupa in un rapporto di UBS Global Wealth Management che ha messo a confronto il costo della vita in 77 città del mondo. Attenzione, questo non significa che sia la più cara in assoluto ma solo se si considera il rapporto prezzi-stipendi: in sostanza la forbice tra costo della vita e stipendi è molto alta, tant’è che per potere di acquisto Milano è al 33 posto, in coda a quasi tutte le città europee, peggio solo Lisbona e Atene e ben al di sotto di Roma che si attesta al 18 posto. A determinare questa posizione poco invidiabile sono in particolare i salari medi relativamente più bassi rispetto a città altrettanto costose. Al netto delle imposte la situazione si fa ancora più problematica, siamo al 33esimo posto mentre Roma è al 27esimo.

L’ANALISI • Lo studio, svolto per la prima volta nel 1971 e giunto oggi alla sua 17esima edizione, analizza i prezzi di 128 beni e servizi nonché i salari medi di 15 professioni che rappresentano la media della popolazione attiva. Oltre 75.000 i dati raccolti e analizzati. Un buon indicatore per capire il livello dei prezzi è il sito Expatistan che effettua rilevazione sul costo della vita confrontando migliaia di città nel mondo. Se si mette Milano di fronte a Roma si può notare che in quasi tutte le voci la capitale è meno cara: costa meno il nutrirsi (-3%), l’abbigliamento (-10%), gli intrattenimenti (-9%), le cure per la persona (-16%). In un paio di voci, invece, Roma è più cara: sui trasporti (+3%) e sulla casa (+7%).

LE CASE

È la voce più impattante sul bilancio, sia nel caso si voglia acquistarla che prenderla in affitto. Per chi decide di comprarla i prezzi medi, seppure più bassi rispetto a quelli di dieci anni, sono alti: si va dai quasi 7.500 euro al metro quadro della zona Scala-San Babila ai 4.600 di Cadorna-Monti-Boccaccio. Uscendo dalla Cerchia dei Bastioni le cose migliorano, si possono trovare abitazioni tra i 3 e i 5.000 euro ma se si vuole scendere sotto questo livello bisogna andare oltre la circonvallazione della 90-91, ovvero i quartieri periferici dove, salvo alcune zone come Lambrate, si possono trovare offerte tra i 1.500-3.000 euro. Anche per gli affitti è dura: un monolocale va da un minino di 500 a 1.000 euro, tre stanze possono costare da 2.600 a 1.200.

I TRASPORTI

Per muoversi con i mezzi pubblici il biglietto ordinario è di 1,50 euro, l’abbonamento mensile è di 30 euro. Per i taxi la tariffa sul diurno feriale è di 3,30, sul diurno festivo di 5,40, sul notturno di 6,50: i parametri base della tariffa sono di 1,09 euro al chilometro e di 28,32 euro all’ora. Per i taxi che partono dagli aeroporti di Malpensa, Linate ed Orio al Serio è prevista una tariffa minima di 13,10 euro.

LE BOLLETTE

Difficile dire quanto può pesare questa spesa, considerando il carattere personale del consumo di luce, gas e acqua. Si può pensare che 100-200 euro possono essere la media. Ancora più difficile stimare la media delle bollette condominiali, si va dai 600-700 euro mensili che si possono pagare in centro ai meno di 100 richiesti in periferia.

 

LA TOP-10 MONDIALE

1) Zurigo

2) Ginevra

3) Oslo

4) Copenaghen

5) New York

6) Tokio

7) Milano

8) Londra

9) Chicago

10) Helsinki

 

«Il 10% dei milanesi non arriva a fine mese»
Enrico Venini (consulente Codacons): «Potere d’acquisto basso»

Il Codacons è sicuramente un buon termometro per capire lo stato di salute delle famiglie milanesi. Nella sede di viale Abruzzi è un passaggio continuo di persone alle prese con le difficoltà quotidiane provocate dal carovita. Enrico Venini, consulente dell’associazione, traccia un quadro per Mi-Tomorrow che poco si concilia con la Milano celebrata a livello internazionale.

E’ davvero così cara questa città?
«Certo, lo riscontriamo quando abbiano a che fare con persone che vengono qui perché non riescono ad arrivare a fine mese».

E’ un problema di basso potere d’acquisto?
«Il potere d’acquisto è basso, negli ultimi anni è calato decisamente».

Tracciamo un profilo delle persone in difficoltà.
«Si va dai 40 anni in su, c’è anche qualche giovane, molti sono gli anziani, i pensionati: non riescono a pagare le rate condominiali, vengono qui per chiedere se è possibile una rateizzazione».

La casa è il problema principale?
«Molte persone non riescono a reggere il mutuo, si arriva spesso a situazioni di sovraindebitamento. In casi estremi noi cerchiamo di avvalerci della legge 3 del 2012 del governo Monti che prevede la possibilità per i cittadini che non riescono più a pagare i propri debiti di stipulare un piano di pagamento verso i creditori ricorrendo ad un tribunale e ad esperti».

Altri fattori di difficoltà?
«Diventa problematico per alcune persone il pagamento delle bollette di luce, gas e telefono. Altro momento critico è il rapporto con Equitalia, pagare le tasse diventa un problema».

Quanta gente a Milano ha difficoltà ad arrivare a fine mese?
«Penso che sia una fascia tutt’altro che trascurabile, intorno al 10 per cento».

Come si spiega che i prezzi restano alti?
«Vuol dire che il mercato c’è, esistono comunque fasce di persone che possono permettersi un certo tipo di prezzi».

E’ possibile che ci sia qualche accordo per tenere alti i prezzi?
«Forse qualche tipo di accordo esiste, d’altro abbiamo visto il caso della telefonia dov’è intervenuto l’antitrust».

Il reddito medio in Italia è circa 1.500 euro: bastano per vivere a Milano?
«Si fa fatica, ma è possibile farcela. Certo riuscire a risparmiare diventa molto difficile».

Cosa si può fare contro il carovita?
«Il Codacons ha proposto di estendere i saldi a tutto l’anno, è un modo per spingere la gente ad acquistare con maggiore facilità».

 

I PARERI

Jorge Paredes
Metalmeccanico, 48 anni

Questa città è cara, posso dirlo con maggiore consapevolezza adesso che vivo a Lecco, un luogo ricco, ma dove è possibile trovare un appartamento in affitto a prezzi più accessibili di quelli milanesi. A Milano anche per mangiare e per l’abbigliamento non si scherza, io comunque non sempre guardo i listini: se devo fare un acquisto lo faccio.

Dario Di Trapani
Medico, 35 anni

Per i giovani sapere che Milano è la settima città più cara al mondo non è una bella notizia. Che fare? Aspettiamo la flat tax, bisogna intervenire sul fisco per migliorare i redditi e fare abbassare i prezzi. Nel frattempo bisogna sapersi organizzare, l’offerta varia da quartiere a quartiere, è possibile trovare soluzioni meno costose se si fa un po’ di ricerca.

Giancarlo Camarda
Consulente informatico, 24 anni

Questo mese ho portato lo scooter da Brindisi e ho dovuto pagare il garage, poi ho fatto due visite mediche cui si aggiunge la spesa dell’affitto, il mangiare, le bollette e altre piccole cose. Il risultato è che lo stipendio si è completamente prosciugato. Purtroppo questa città è molto cara, se non guadagni bene devi limitare le tue pretese, anche sul mangiare.

Alberto Fadini
Agente di commercio, 45 anni

Il problema è che per non pochi gli stipendi non sono adeguati al costo della vita. La benzina è cara, la casa è molto cara, andare a ristorante, se vuoi mangiare bene, significa spendere almeno 30-40 euro. La soluzione può essere internet, ci sono buone opportunità soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento.