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Da Maciachini a New York sola andata

Un master alla Columbia University di New York un’azienda di cui è fondatore che vale milioni di dollari l’anno, foto in giacca e cravatta in giro per il mondo. Digitando su Google le parole “Brian Pallas”, fondatore e CEO di Opportunity Network, il profilo che esce è quello di un giovane dal passato privilegiato. Invece, incontrandolo a Union Square a New York, il volto che emerge è ben diverso rispetto a quello online.

MADONNINA • È venerdì. Sono le otto di mattina. Davanti a noi cibo messicano e caffè americano. Il giorno prima meeting in Europa. Il giorno che viene uno a New York. I ricordi, invece, riecheggiano lontani sia dalle Ramblas che da Manhattan. E sono rivolti a Maciachini. «Il quartiere dove sono cresciuto a Milano», ci dice con un sorriso Brian. Papà americano e mamma italiana, doppio passaporto con residenza alle Hawaii, Brian è cresciuto all’ombra della Madonnina. E la Maciachini prima dell’arrivo della fermata della M3 lo ha segnato. «Tra siringhe, spacciatori e tossicodipendenti nelle strade, il degrado regnava sovrano», ricorda. «Credo però che se sono la persona di oggi lo devo anche alla forza di essere cresciuto in un contesto duro come quello».

STUDIO&LAVORO • Scuole medie e liceo al Leone XIII, Brian si laurea in Cattolica con lode da non frequentante. Durante gli studi «in cui ho trascorso più ore agli esami che a lezione», fa un po’ di tutto. Aiuta l’impresa di famiglia di giorno. Fa uno stage a Mediaset. Lavora per Zelig la sera, «scrivendo i testi per alcuni comici anche al di fuori dello show». E finisce la Magistrale con un anno in anticipo. Poi, nel 2010, una nuova avventura, sempre a Milano: «Con Boston Consulting Group».

A NYC • Sarà questa esperienza a portarlo a New York. «Per chi aveva le performance migliori, dopo due anni, l’azienda sponsorizzava un MBA in una delle più prestigiose Business School del mondo», spiega Brian. «Mi dissero sì in tre e io scelsi la Columbia, perché New York era una destinazione migliore anche per la carriera di mia moglie». È il 2012. Le porte si aprono verso l’avventura che cambierà la sua vita: Opportunity Network. «Quando entrai nel Family Business Club della Columbia, dove si riuniscono le future generazioni di aziende di tutto il mondo, pensai: questi sono tutti potenziali clienti per mio padre». Così Brian crea una piattaforma online per intercettare domanda e offerta: «Senza che quasi me ne rendessi conto nacque una rete di una settantina di persone». Rete che si diffonde in fretta. Prima in altre università, poi a livello di business: «Chiesi alle università se fossero interessate a sviluppare l’idea, ma mi dissero no. Così lo esportai io rivolgendomi alle banche. E il progetto spiccò il volo».

FUTURO • Oggi Opportunity Network, con sedi a Londra, Barcelona e New York, è utilizzata da oltre 15mila aziende, che pagano una membership fissa e inseriscono le loro proposte sulla piattaforma alla ricerca di nuovi partner commerciali. «Il segreto è ammettere solo membri iscritti ad associazioni fidate e a Family Business Club». L’obiettivo, invece, «è di avere un impatto basandoci sull’elemento della fiducia. E su tre aspetti: crescita economica, pari opportunità, trasparenza». E domani? «Il sogno è che grazie Opportunity Network si possano creare un giorno 100 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo», ammette Brian. Magari con un ritorno personale a Milano: «Le ho sempre voluto bene e i miei genitori ci vivono ancora. Ma adesso non è il momento».