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C’è amianto sotto i binari

La posa dell’asfalto rosso non porta bene. Cinque anni fa venne programmata la riqualificazione di piazzale Baracca all’insegna del rosso e venne scoperto l’amianto sotto le trasversine. Circostanza, quella, che rese necessaria l’immediata bonifica.

IL CANTIERE • La storia si ripete ora nel cantiere di piazza Cinque Giornate-corso di Porta Vittoria: dopo pochi giorni di lavoro è stato subito individuato il materiale. Per Atm, titolare dei lavori anche nel 2013, non è una situazione anormale in quanto non poche linee tranviarie della città sono state costruite collocando l’amianto sotto i binari: nel caso Porta Vittoria si tratta di un lavoro effettuato negli anni ’60 quando gli effetti nocivi dell’amianto non erano conosciuti.

CHE SI FA? • Le procedure per bonifica l’area sono già state concordate dall’azienda dei trasporti con Ats, l’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano: da parte di Atm si sottolinea come non esistano pericoli per le persone in quanto l’amianto si trova sottoterra e, una volta individuato, viene rimosso secondo le modalità definite con Ats. Eppure un po’ di apprensione c’è, visto che la segnalazione a Mi-Tomorrow, verificata opportunamente con gli uffici competenti, era arrivata qualche giorno fa proprio da alcuni residenti e negozianti della zona che aveva sentito parlare di amianto dagli operai che lavorano nel cantiere.

FINO A SETTEMBRE • I lavori sono partiti lo scorso 4 giugno per il rinnovo straordinario degli impianti tranviari in piazza Cinque Giornate e corso di Porta Vittoria. Gli interventi prevedono la riasfaltatura, la posa di binari tecnologicamente innovativi – che consentono di ridurre al minimo le vibrazioni e la rumorosità al passaggio dei mezzi – e la dotazione di nuovi apparati di comando scambi in radiofrequenza. È previsto anche l’adeguamento delle banchine di fermata in corso XXII marzo angolo piazza Cinque Giornate al fine di consentire una migliore accessibilità. E’ previsto anche il rifacimento della pavimentazione con asfalto color rosso, per coniugare la sicurezza di uno dei principali nodi di traffico e salvaguardare il carattere storico di un luogo importante per i milanesi. Tutti gli interventi saranno svolti nei mesi estivi per ridurre al minimo l’impatto sulla viabilità: per lo stesso motivo tutta l’opera di riqualificazione è suddivisa in tappe per evitare di chiudere completamente e simultaneamente tutti i transiti. La fine dei lavori è fissata per il 2 settembre, prima della riapertura delle scuole e del riavvio della vita cittadina dopo le vacanze.

Un problema che ancora persiste
Oltre seimila edifici in città da bonificare

Sono 6.294 gli edifici in città con presenza di manufatti contenenti amianto, censiti dal gennaio 2006 al giugno 2018 da Ats. Questa rendicontazione, in continuo aggiornamento, è il risultato delle notifiche amianto ricevute nel corso degli anni direttamente dai proprietari degli stabili. L’elenco comprende abitazione pubbliche, uffici, scuole, sedi private, capannoni, negozi situati in ogni quartiere di Milano: almeno la metà attende ancora di essere sottoposta a bonifica.

IL PIANO • L’operazione dell’Ats è la conseguenza del Piano Regionale Amianto della Lombardia (PRAL) del 2005 con il quale è stato avviato il censimento dei manufatti contenenti amianto in matrice compatta e friabile negli edifici e nei rotabili presenti in Lombardia. In attuazione del PRAL, dal 2006 ad oggi, i soggetti pubblici e privati proprietari di stabili sono stati invitati a rispettare la nuova normativa. Questa la procedura che si segue in caso di bonifica: i piani di lavoro presentati vengono esaminati prima dell’avvio delle operazioni di bonifica, la maggior parte dei cantieri di bonifica da amianto friabile vengono poi controllati nel corso dei lavori: quelli da amianto compatto a campione in funzione dell’entità dei lavori e delle caratteristiche dei siti e dei loro usi di servizio. Le aree oggetto di bonifica da amianto friabile vengono, inoltre, controllate prima della restituzione agli utenti per attestare la corretta bonifica anche mediante test analitici che assicurino l’assenza di fibre di amianto aero disperse.

LE SCALE • Bisogna comunque precisare che non sempre la presenza di amianto richiede la rimozione. A questo proposito le linee guida del Ministero dell’Ambiente prevedono cinque diverse classi di priorità, a indicare quali sono le aree a maggior rischio e quali invece quelle in cui la bonifica è meno urgente. La aree a priorità 1 sono quelle che contengono amianto friabile – quindi assai pericoloso – in un sito di uso pubblico, liberamente accessibile e non confinato. I siti confinati sono invece contraddistinti dalla classe 5, meno urgente, e dunque dovrebbero risultare in fondo alla lista delle bonifiche.


E si continua a morire
I dati dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Le statistiche dicono che l’amianto continua a provocare vittime. Sono in aumento nel 2017 in Italia i morti per amianto, 6.000 in totale: 3.600 per tumore polmonare, 1.800 per mesotelioma e 600 per asbestosi. Dati che si spiegano anche con il fatto che sono ancora 40 milioni le tonnellate di amianto da bonificare e circa 1 milione i siti contaminati, sia edifici privati che pubblici, tra cui 2.400 scuole, 250 ospedali e 1.000 tra biblioteche ed edifici culturali. Secondo il “Libro Bianco delle morti di amianto in Italia”, dell’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) il trend è in aumento dalla fine degli Anni ’80 e continuerà nei prossimi anni, con un picco previsto nel 2025-2030. Nel 2000, ad esempio, i decessi per mesotelioma erano 1.124, e quelli per tumore polmonare 2.200: «Si tratta di una strage silenziosa, che nei prossimi 10 anni potrebbe portare a più di 60.000 morti – ha spiegato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona e autore del rapporto – La causa del trend in crescita è la maggiore esposizione e i lunghi tempi di latenza, che variano dai 33 ai 38 anni».

DOVE SI TROVA • Il numero delle vittime si spiega anche con la grande diffusione commerciale che ha avuto l’amianto. E’ stato, infatti, utilizzato fino agli anni Ottanta per la coibentazione di edifici, tetti, navi, treni, come materiale da costruzione per l’edilizia sotto forma di composito fibro-cementizio, noto anche con il nome commerciale Eternit, utilizzato per fabbricare tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, canne fumarie. E’ stato impiegato, inoltre, nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto e anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. La produzione, la lavorazione e la vendita dell’amianto sono fuori legge in Italia dal 1992.

 

Un anno e mezzo fa, il 30 gennaio 2017, Arianna Giunti su Mi-Tomorrow raccontava la situazione della presenza di amianto a Milano. Allora i siti contaminati erano 6.311, diciassette in più di quelli che risultano oggi. Fulvio Aurora, segretario dell’Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA), proponeva l’utilizzo di droni per individuare più rapidamente gli edifici da bonificare.