fabiola maltese
fabiola maltese

Non tutti lo sanno, ma anche i cani possono donare e ricevere sangue e spesso una trasfusione, proprio come per gli umani, può salvare una vita: lo ha scoperto, suo malgrado, Fabiola Maltese, impiegata brianzola che sta lottando per dare un futuro alla sua Emma, un labrador di otto mesi affetto da una grave displasia alla valvola tricuspide.

In sostanza, i tendini della valvola sono troppo corti e impediscono una corretta chiusura della struttura e il regolare ritmo circolatorio. Solo un costoso intervento (settemila euro l’importo) la può salvare: per questo è stata lanciata una raccolta fondi. Data e luogo dell’operazione già ci sono: domattina di buon’ora alla clinica veterinaria Malpensa di Samarate, nel Varesotto.

Ora serve, però, una mano (e una zampa) da parte di tutti: accanto alle donazioni in denaro tramite Paypal ci sono, infatti, anche quelle di sangue da parte di cani compatibili.

«L’idea della raccolta fondi è nata da mia figlia – spiega Fabiola a Mi-Tomorrow – cui Emma è stata regalata da suo padre, il mio ex marito, il quale aveva sottovalutato la patologia del cane, dicendo che si trattasse solo di un problemino al cuore. In realtà, contattando l’allevatrice, ho scoperto che loro avevano regalato il cucciolo avendo capito la gravità della patologia: se no fosse stato dato via, sarebbe stato abbattuto dopo Natale».

Così, invece, non è stato…
«Emma è arrivata da noi a metà dicembre: aveva poco meno di tre mesi. Dal primo momento in cui l’ho presa in braccio è diventata una della famiglia, una parte di me: è un po’ come quando ti nasce un figlio. Scoperta la patologia, che al raggiungimento dell’anno d’età complica le cose e porta alla morte, non abbiamo esitato: ci è stato detto che l’intervento chirurgico è l’unica chance e noi ci battiamo per dare a Emma queste chance».

L’intervento è risolutivo?
«Sì, la clinica ce l’ha proposto e noi lo facciamo solo per questo: sarà un intervento delicato, a cuore aperto, e con giorni di terapia intensiva, ma siamo certe che tutto andrà per il meglio ed Emma potrà vivere una lunga e serena vita».

Come vi siete mosse?
«Noi siamo sole: viviamo del mio lavoro e l’importo dell’operazione è decisamente oneroso. Per questo mia figlia ha proposto di chiedere aiuto: ho detto “Ok, proviamo” e, dove non arriveremo con la generosità altrui, ci metteremo del nostro, facendo dei sacrifici».

Come è andata?
«All’inizio – confesso – non benissimo: mi sono mossa con il mio account privato su Facebook e ho scoperto che molte persone, pur dichiarando di amare gli animali, a una richiesta di aiuto si sottraggono, alcuni anche in malo modo. Ho ricevuto anche alcune rispostacce che mi hanno spinto a fermarmi. Due persone fantastiche, conosciute in un’area cani della zona, mi hanno, però, spronato ad andare avanti: abbiamo creato la pagina Facebook e il profilo Instagram Emma cuore di cristallo, attraverso i quali raccontare la storia e veicolare la nostra richiesta di sostegno».

A che punto siamo ora?
«Abbiamo raggiunto il 22% della cifra richiesta per l’operazione, oltre 1.500 euro: per me è tantissimo, perché non ci speravo proprio più. Si è messa in moto una grande e straordinaria macchina della solidarietà, che vorrei, anzi vorremmo, ripagare: una volta che Emma sarà guarita, mi piacerebbe che lei, a sua volta, facesse qualcosa per gli altri, magari andando negli ospedali pediatrici o facendo salvataggio in acqua».


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