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29. 11. 2022 06:12

La morte della piccola Diana, le chat di Alessia Pifferi: «La bimba per lei era un peso»

Le conversazioni confermerebbero l'«evidente instabilità affettiva» della donna, accusata di omicidio

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Sono state depositate dagli investigatori le chat estrapolate dal cellulare di Alessia Pifferi, la donna di 37 anni arrestata il 21 luglio scorso per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di quasi un anno e mezzo, abbandonandola da sola in casa per sei giorni.

Alessia Pifferi e il rapporto con Diana

Sul loro contenuto c’è il più stretto riserbo, ma confermerebbero il quadro finora emerso in base al quale la piccola Diana sarebbe stata un ‘peso’ per la madre che soffre, per dirla con le parole del gip Fabrizio Filice, di una «evidente instabilità affettiva recentemente» manifestata «in una forma di dipendenza psicologica dall’attuale compagno, che l’ha indotta ad anteporre la possibilità di mantenere una relazione con lui anche a costo di infliggere enormi sofferenze» alla bambina.

Niente colloqui con lo psichiatra

Anche la nonna e la zia di Diana hanno nominato un loro legale in vista della costituzione di parte civile contro Alessia Pifferi, che risponde di omicidio volontario aggravato. Intanto è stata rigettata la richiesta di accesso in carcere del professor Pietro Pietrini, ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica all’Università di Pisa, uno dei due docenti incaricati dalla difesa di redigere una consulenza neuroscientifica e psichiatrica su Alessia Pifferi.

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