Assalto ai centralini per il coronavirus, ma ci si comporta così

Vale la raccomandazione di contattare il 112 solo se si sospetta il contaggio da coronavirus. Per informazioni è bene chiamare il 1500 istituito dal Ministero della Salute a scopi informativi

assalto ai centralini
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Assalto ai centralini. La psicosi per il coronavirus passa anche dal telefono. Con l’aumentare del numero dei contagiati e la crescente preoccupazione nell’opinione pubblica anche il numero verde per l’emergenza fornito in Lombardia è letteralmente preso d’assalto.

 

Assalto ai centralini, le raccomandazioni

Sono oltre centro le linee in entrata del numero verde, andate in sovraccarico per l’arrivo con una media di cinquemila chiamate all’ora. Eppure la raccomandazione è sempre la stessa: contattare il numero 1500 del Ministero della Salute per qualunque informazione e il 112 per sospetti di contagio.

Il protocollo. Secondo i documenti diffusi dalla Croce Rossa Italiana anche a medici e volontari, la procedura prevede alcuni passaggi fondamentali in caso di chiamata al 112. In particolare, l’operatore deve indagare se è presente febbre con tosse o difficoltà respiratoria.

Non solo. Viene chiesto al cittadino se è presente almeno un’altra di queste circostanze: viaggio in area a rischio negli ultimi 14 giorni, lavoro in ambiente sanitario con contatto con paziente affetto da grave patologia respiratoria acuta ad eziologia sconosciuta oppure il contatto stretto con un caso di coronavirus.

Caso sospetto. Se il caso viene definito “sospetto” si inviano i soccorsi nel rispetto dei criteri standard con equipaggi attrezzati e dotati di appositi occhiali, camici e mascherini. A quel punto il paziente viene destinato ad un pronto soccorso di ospedali dotati di unità dedicata alle Malattie infettive che a Milano sono il Sacco, il San Raffaele, il Niguarda, il San Carlo e il San Paolo.

L’ELENCO DEGLI OSPEDALI CON REPARTO “MALATTIE INFETTIVE”

San Matteo di Pavia
Legnano
Varese
Sacco (Milano)
Busto Arsizio
Lecco
Cremona
Como
Mantova
Papa Giovanni XXIII (Bergamo)
Spedali Civili (Brescia)
San Raffaele (Milano)
Santi Paolo e Carlo (Milano)
Monza
Niguarda (Milano)
Lodi (no Pronto Soccorso)
Policlinico (Milano, no ricovero)

Assalto ai centralini, cosa fare se si sospetta il contagio

E’ un caso “sospetto” chi presenta febbre, tosse e difficoltà respiratorie, avendo avuto, nei quattordici giorni precedenti all’insorgere dei sintomi, contatti ravvicinati con un caso confermato o probabile COVID-19 e/o aver viaggiato in aree dove vi sia la trasmissione del virus e/o aver visitato o aver lavorato in ambienti sanitari nei quali erano curati pazienti affetti da COVID-19.

CONTATTARE I NUMERI 1500 (informativo) o 112 (richiesta di soccorso)

ATTENDERE I SANITARI A DOMICILIO

NON RECARSI AL PRONTO SOCCORSO

(Fonti: Ministero della Salute / Istituto Superiore di Sanità)

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