canoni accessibili
canoni accessibili

Il Comune spinge sull’affitto a canoni accessibili per rimettere ordine al proprio patrimonio abitativo. La giunta di Palazzo Marino ha deliberato i criteri di definizione dei canoni d’affitto concordato per le settecento case di proprietà.

Se il canone richiesto fino ad ora era vincolato esclusivamente alla metratura dell’appartamento e alla sua localizzazione, d’ora in avanti avrà anche una base reddituale: non potrà superare, infatti, il 20 per cento del reddito netto annuale del nucleo familiare titolare del contratto, e non dovrà essere inferiore al canone sociale in modo da non poter essere equiparato al regime regolatore dell’Erp. Il livello dei canoni praticati, quindi, non solo dovrà risultare intermedio tra i canoni di mercato praticati nella zona considerata e quelli sociali applicabili ad alloggi con caratteristiche simili, ma anche concretamente sostenibile dalla famiglia in affitto.

«La legge sul canone concordato, nota anche come legge Zagatti, permette di introdurre, accanto ai criteri oggettivi, quali le dimensioni e la localizzazione dell’alloggio, anche criteri soggettivi – spiega l’assessore alla Casa, Gabriele Rabaiotti -. Per questo abbiamo pensato di muoverci utilizzando il principio della sostenibilità del canone rapportandolo alla effettiva capacità di spesa della famiglia. Riteniamo che la nostra decisione possa rappresentare uno stimolo anche per altri proprietari».


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