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14. 07. 2024 00:44

Detenuti evasi dal carcere minorile Beccaria di Milano: rintracciato uno dei due fuggiaschi, resta alta l’allerta

La fuga e il ritrovamento

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È stato rintracciato uno dei due detenuti sedicenni evasi venerdì pomeriggio dal carcere minorile Beccaria di Milano. Il giovane è stato intercettato dai Carabinieri intorno alle 2.30 alla stazione ferroviaria di Garbagnate Milanese. «Sono ancora in corso le ricerche dell’altro fuggiasco, ma siamo ottimisti», ha dichiarato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. Tuttavia, De Fazio ha espresso preoccupazione per lo stato delle carceri italiane, sia per minori che per adulti, che continuano a essere lasciate a se stesse, sottolineando anche il silenzio del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alla vicenda.

Detenuti evasi dal carcere minorile Beccaria di Milano, la dinamica dell’evasione

L’evasione è avvenuta venerdì verso le 15.30 durante l’ora d’aria dei detenuti. I due giovani, approfittando di carenze nella sorveglianza, hanno scavalcato più recinzioni nella zona dei passeggi, utilizzando un palo come appoggio per superare il cancello carraio principale. Si sono poi diretti verso la vicina stazione della metropolitana, mescolandosi tra i pendolari.

Il contesto e le problematiche del Beccaria

L’Istituto Penale per Minorenni Cesare Beccaria di Milano è tristemente noto per episodi di evasioni e rivolte. L’ultimo avvenimento di rilievo risale a metà maggio, quando un detenuto aveva tentato di fuggire, venendo però riacciuffato poco dopo. Ancora più eclatante l’episodio del giorno di Natale di due anni fa, quando sette detenuti riuscirono a scappare, tutti poi rintracciati nei giorni successivi. A questo si aggiungono le rivolte interne, come quella del 29 maggio scorso, in cui una ventina di ragazzi devastarono le celle, costringendo gli agenti della Penitenziaria a intervenire in forze.

Un sistema in difficoltà

La frequenza di questi episodi solleva interrogativi urgenti sulla gestione delle carceri per minori in Italia. Le strutture, infatti, sembrano incapaci di garantire sicurezza e, al contempo, di fornire un percorso rieducativo efficace per i giovani detenuti. Le evasioni e le rivolte sono sintomo di un malessere profondo che richiede interventi strutturali e riforme significative.

Gennarino De Fazio ha posto l’accento sulla necessità di maggiori investimenti e attenzione per le carceri: «Non possiamo esprimere lo stesso ottimismo sulle sorti delle carceri, per minori e adulti, che continuano a essere abbandonate a se stesse». La situazione attuale è il risultato di anni di trascuratezza e mancanza di risorse adeguate per affrontare le problematiche di sicurezza e rieducazione dei detenuti.

Il silenzio delle istituzioni

Un aspetto particolarmente critico è il silenzio delle istituzioni. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito all’evasione dal carcere minorile Beccaria di Milano e alle condizioni delle carceri minorili. Questo silenzio è stato definito «singolare» da De Fazio e alimenta la percezione di un disinteresse istituzionale verso un problema che richiede interventi urgenti e concreti.

Necessità di riforme e soluzioni

Per risolvere queste criticità, è indispensabile un intervento radicale che veda coinvolte tutte le parti in causa. Occorrono investimenti in strutture adeguate e programmi di riabilitazione che possano offrire ai giovani detenuti una vera possibilità di reinserimento sociale. È necessario, inoltre, migliorare la formazione e le condizioni di lavoro del personale penitenziario, affinché possa operare in un ambiente sicuro e supportato.

Un altro aspetto fondamentale è la prevenzione: molte delle problematiche che portano i giovani al carcere potrebbero essere affrontate con interventi preventivi nelle scuole e nelle comunità, offrendo alternative valide e supporto a chi si trova in situazioni di disagio.

La vicenda dell’evasione dal carcere minorile Beccaria di Milano è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Le vite dei giovani detenuti e la sicurezza della comunità dipendono dalla capacità delle istituzioni di rispondere con tempestività e competenza. Solo attraverso una riforma strutturale e un impegno concreto si potrà garantire un futuro migliore per i giovani detenuti e per l’intera società.

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