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21. 07. 2024 21:44

Città 30: Milano vuole andare più lentamente

Un modello per diminuire incidenti e inquinamento: funzionerà?

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C’è anche Milano tra le metropoli che vorrebbero mettere in atto il modello «Città 30», quello che prevede una mobilità urbana lenta, capace di disincentivare l’uso dell’automobile e, nel contempo, diminuire gli incidenti stradali e migliorare la qualità della vita e dell’aria che respiriamo.

Milano, il modello «Città 30» come a Bruxelles

«Città 30» è un modello che hanno deciso di mettere in pratica diversi centri urbani europei. A Bruxelles, ad esempio, questo ha ridotto gli incidenti del 20%. Milano, nel dettaglio, si riunirà in Consiglio comunale nella settimana dopo l’Epifania per decidere su questa misura. 

Città 30
Città 30

Che cosa prevede il modello «Città 30» 

Il modello «Città 30» è già in vigore, in Italia, in città come Parma e Bologna; mentre, a livello europeo, è messo in atto a Bruxelles, Parigi, Helsinki, Valencia e Zurigo. E nella seduta del primo consiglio comunale del 2023, lunedì 9 gennaio, all’Ordine del giorno del Consiglio comunale è previsto proprio questo punto: far diventare Milano una Città 30. Ciò comporterebbe l’estensione del limite dei trenta chilometri orari su tutte le strade urbane, dove le bici hanno la precedenza e possono procedere in senso opposto rispetto alle auto, fatta eccezione per alcune arterie a grande scorrimento (dove resterà il limite dei cinquanta chilometri orari). L’ordine del giorno è stato sottoscritto da ben 27 consiglieri, tra i quali anche Marco Mazzei, primo firmatario, Giulia Pastorella, Lisa Noja, Gabriele Rabaiotti, Daniele Nahum e Valerio Pedroni. Se dovesse passare questo nuovo percorso, il limite di velocità in ambito urbano a trenta chilometri orari partirebbe dall’1 gennaio 2024. Perché servirà tempo, perlomeno a livello comunicativo, per annunciare i cambiamenti e metterli in atto.

L’obiettivo del far diventare Milano una «Città 30»

La trasformazione del capoluogo in una Città 30 ha l’obiettivo di disincentivare l’uso del mezzo a motore privato per gli spostamenti nella cintura urbana. Di certo, qualora passasse questa proposta, il Comune dovrebbe «prevedere un cruscotto dove tenere monitorati i dati» su inquinamento, traffico, sosta irregolare e incidenti. Proprio quest’ultimo punto è quello focale, con l’obiettivo di installare molte Zone 30 e Zone 20 per un nuovo modello di vita urbana. E con l’obiettivo, dichiarato, di dimezzare il numero di vittime sulla strada entro il 2030 e azzerarle entro il 2050. «La Commissione europea dovrebbe elaborare una raccomandazione per l’introduzione di limiti di velocità di 30 chilometri orari nelle zone residenziali e nelle zone con un numero elevato di ciclisti e di pedoni», si legge nella risoluzione del Parlamento europeo.

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