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22. 05. 2022 20:10

Derby di Coppa: Inzaghi contro il tabù, Pioli a caccia del percorso netto

Due pareggi e una sconfitta finora per l'interista, che deve solo vincere. Per il rossonero la finale significherebbe un obiettivo stagionale raggiunto e la possibilità di giocarsi un trofeo in gara secca che manca da tanto tempo

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Derby di Coppa: visto da Inzaghi

Mattia Todisco

Il quarto derby della stagione è quello in cui Inzaghi deve scacciare la maledizione. All’Inter serve solo una vittoria. Non può pareggiare con gol, perché il regolamento manderebbe il Milan in finale. Nelle due stracittadine in campionato ha masticato amaro, nonostante in entrambi i casi la prima ora abbia probabilmente visto in campo un’Inter migliore dell’avversaria. Sono mancati i gol, la giusta cattiveria nelle occasioni chiave.

Un rigore sbagliato all’andata (gara finita in parità), tante chance mancate al ritorno e un pizzico di sufficienza nell’affrontare Giroud, mattatore con una doppietta. Per livello di prestazioni, la squadra nerazzurra sembra tornata da due giornate quella vista da novembre a gennaio. Fu con quella sicurezza che si presentò al cospetto del Milan. Da quella sconfitta in poi ci sono voluti due mesi per riprendersi e il derby di stasera ha un’importanza ancora maggiore. Non c’è domani nel torneo, se non battendo i rivali di sempre.

Si pensava che il tecnico avrebbe fatto turnover in campionato per far riposare qualche titolare in vista della Coppa. Non è stato così: l’unico cambio da Inter-Verona a Spezia-Inter è stato suggerito dalle condizioni non perfette di De Vrij, sostituito da D’Ambrosio. Per il resto è stato confermato lo stesso undici, tenendo fuori anche il rientrante Martinez. L’argentino potrebbe essere uno dei volti nuovi al Meazza, dopo aver ben figurato al Picco, mostrando rabbia dopo la rete e siglando anche un assist per Sanchez.

Ha tanta voglia di far bene e nei derby (stagione in corso a parte) si è già tolto qualche soddisfazione. Magari non andrà sul dischetto, visto l’esito in campionato in autunno. Il rigorista principale sembra diventato Calhanoglu, l’odiato ex, atteso da una nuova razione di fischi. Lui è quasi certo di ricevere in dono una maglia dal 1′.

Derby di Coppa: l’uomo in più di Inzaghi: Skriniar, la stella è in difesa. Sarà lui il capitano del futuro?

derby di coppaVoci di corridoio lo danno come “capitano futuro”. È una battaglia a due: Milan Skriniar e Niccolò Barella. L’attuale caposquadra, Samir Handanovic, dovrebbe rinnovare per un altro anno, forse due, ma farà presumibilmente da chioccia a André Onana e spesso potrebbe prendere posto in panchina.

Da qui la necessità di trovare un successore. Lo slovacco è un candidato serio. Un pilastro della squadra, capace di passare dalla difesa a quattro di Spalletti a quella a tre di Conte, confermata da Inzaghi, superando una stagione marcata da qualche difficoltà (la prima dell’ex ct in cui era diventato una riserva) e tornando agli abituali standard fino ad essere un inamovibile. Al termine di quell’annata, caratterizzata dallo scoppio della pandemia e da un mercato estivo ridotto al solo mese di settembre, Skriniar fu vicino a trasferirsi al Tottenham, che poi mollò il colpo.

Per fortuna dell’Inter, perché oggi non c’è difensore più forte in rosa. Si avvicina un’estate in cui potrebbe di nuovo presentarsi la necessità di cedere un “big”, se c’è un addio che Marotta e Ausilio vorrebbero proprio scongiurare è quello dello slovacco. Non è solo una questione tecnica. Skriniar è un simbolo della squadra. Ha il contratto in scadenza nel 2023, ma invece di lasciarsi andare a dichiarazioni che potrebbero complicare i piani societari, in una delle finestre vissute in nazionale si è lasciato andare a virgolettati indubitabilmente indirizzati verso una prosecuzione del matrimonio. Delle cifre si parlerà a fine stagione, ma sembra non essere un problema.

Derby di Coppa, la probabile dell’Inter

Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Martinez. All. Inzaghi.

Derby di Coppa, visto da Pioli

Daniele Minini

Derby totale. Dal campionato al mercato, passando dalla Coppa Italia: la Milano calcistica è tornata al centro del panorama sportivo italiano. Milan e Inter si giocano tutto o quasi nel giro di un mese, ma la rivalità continuerà nella prossima estate e nelle prossime stagioni. La semifinale di ritorno di Coppa Italia è un crocevia decisivo per l’annata, sia per il percorso nel torneo che per quello in Serie A. I due allenatori cercano di scindere i due concetti, ma è naturale che il risultato che uscirà da San Siro questa sera influirà sugli umori delle due squadre.

I rossoneri vivono l’ennesima emergenza stagionale per le indisponibilità di alcuni giocatori: Florenzi, Ibrahimovic, Kjaer e Romagnoli sono i sicuri assenti, mentre sono da capire le condizioni di Calabria che è stato alle prese con problemi gastrointestinali nei giorni scorsi. La sfida dell’andata arrivò dopo due pareggi consecutivi che avevano allarmato l’ambiente per come erano stati raggiunti contro Salernitana e Udinese.

Lo 0-0 risultò stretto ai ragazzi di Pioli che, seppur in una partita non entusiasmante, riuscirono ad imporre il proprio gioco. Quel gioco che non si è visto particolarmente contro il Genoa nell’ultima uscita, ma in questo momento si bada più al sodo. La finale sarebbe un obiettivo stagionale raggiunto e la possibilità di giocarsi un trofeo in gara secca che manca da tanto tempo. A differenza di un mese e mezzo fa, questa volta ci sarà Tonali in mediana, nonostante le ultime prestazioni non brillantissime.

Di nuovo Franck Kessié sulla trequarti in quello che comunque potrebbe trasformarsi in un 4-3-3. Messias dovrebbe invece riprendersi il posto sulla destra ai danni di Saelemaekers. Dubbi in difesa sulla tenuta fisica di Gabbia, ma ci saranno sicuramente le certezze Kalulu e Tomori.

Derby di Coppa, l’uomo in più per Pioli: l’escalation infinita di Tomori, vero leader in campo e fuori

Dalla Coppa Italia alla Coppa Italia, dall’Inter all’Inter. Il debutto in maglia rossonera di Fikayo Tomori risale al 26 gennaio 2021 nella stessa gara che lo vedrà titolare domani sera, sebbene fosse un quarto di finale. Quel subentro al 20’ per l’infortunio di Kjaer fotografa perfettamente il tipo di giocatore e persona: freddo, carismatico e intelligente. Non lasciò respirare nemmeno per un secondo gli avversari e fece subito un figurone. Il resto è storia: la seconda parte di stagione, il riscatto estivo e la sua prima annata interamente rossonera. Il difensore inglese ha conquistato tutti per le sue doti in campo, ma non solo.

Si è dimostrato leader dentro, ma anche fuori dal terreno di gioco: un esempio per tutti i compagni. Dopo circa 6 mesi in Italia già masticava la lingua mentre ora, poco più di un anno dopo il suo trasferimento in prestito, rilascia interviste con un italiano quasi impeccabile. Per molti può sembrare un particolare di poco conto, ma è sinonimo di una dedizione estrema alla causa Milan.

Da agosto in poi sono ben 34 le presenze e solamente 7 le gare saltate. Il club è diventato, dopo la sfida contro il Genoa, quello per cui ha disputato più partite in carriera (56 contro le 55 con il Derby County). È un pilastro di questo gruppo e i 7 clean sheet consecutivi in tutte le competizioni, striscia iniziata proprio nel derby d’andata, non sono merito solo di Maignan e Kalulu. Semplicemente Fikayo non fa più notizia perché da scommessa è diventato una certezza.

Derby di Coppa, la probabile del Milan

Maignan; Kalulu, Gabbia, Tomori, Theo Hernandez; Tonali, Bennacer; Messias, Kessié, Leao; Giroud. All. Pioli

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