Gente che viene, gente che va. Gente che torna, gente che sta. Non è solo un verso di una canzone di Jovanotti, ma è quello che sta succedendo, ancora, in queste ultime ore di quarantena. Certo, siamo lontani dall’esodo da Milano degli ultimi venerdì, quando la maggior parte dei cittadini “fuorisede” ha letteralmente fatto la valigia e preso il primo treno per casa.

 

Esodo da Milano, la situazione

Pericoli. Però di movimento in Stazione Centrale ce n’è. Gli italiani temono la propagazione del coronavirus e rispettano le disposizioni emanate attraverso il decreto governativo? La risposta è “ni”.

Perché se da un lato troviamo tanti viaggiatori obbligati a ritornare nella propria città di origine su ordine del datore di lavoro, dall’altro sono parecchi i fuorisede – soprattutto i più giovani – che anche nello scorso weekend si sono spostati per trascorrere la quarantena a casa con la propria famiglia, evitando così fatiche e spese tra le coccole dei genitori.

«Se abbiamo paura di veicolare il virus in giro per il Paese? No, sto bene, negli ultimi 15 giorni non ho avuto alcun sintomo», riferiscono i più. Come se l’assenza di sintomi fosse la sufficiente cartina di tornasole.

Speranza. E così, come molti vanno, molti altri vengono. Da altre regioni o addirittura da altri paesi. C’è chi è in Erasmus e viene “cacciato” dalle università e dalle residenze straniere a causa dell’emergenza, chi non si sente al sicuro lontano da casa, chi semplicemente torna da un lungo viaggio.

Quello che ci lascia ben sperare, per il superamento globale di questa crisi, è apprendere come pian piano anche altre nazioni europee stiano cominciando a capire la portata della situazione, nonché adottando misure di prevenzione analoghe a quelle nostrane.

Ce lo raccontano gli stessi interessati, provenienti soprattutto dalla Spagna: «Ci hanno mandati indietro perché ora hanno paura anche loro. Adesso andiamo a casa e lì rimaniamo almeno fino al 3 aprile». E speriamo che sia davvero così.

Esodo da Milano, stop ai treni notturni

Alla luce del decreto firmato dalla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, relativo alla riduzione dei treni ordinari a lunga percorrenza, nell’ambito di tale decisione, da sabato 14 marzo i treni notturni non sono più disponibili.

Al fine di contrastare il contagio da coronavirus, il Ministero fa sapere che «sta progressivamente razionalizzando l’offerta in accordo con gli operatori sanitari, in considerazione del Dpcm dell’11 marzo».

«Chi lavora o studia in un’altra regione diversa dal luogo dove ha la propria famiglia o la residenza, non si sposti – è l’appello di Palazzo Chigi -. Se si vuole davvero bene ai propri cari, e per il bene di tutti, vanno evitati questi viaggi». PC

esodo da milano
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