Europa
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C’è chi la festeggia e chi, invece, vorrebbe farle la festa: è il curioso destino dell’Europa, che, alla vigilia delle elezioni (il 26 maggio) per il rinnovo del parlamento, celebra giovedì un compleanno dolceamaro, come spesso, peraltro, le è capitato negli ultimi anni.

I grattacapi sono molti: dal nodo Brexit a populismi e spinte nazionalistiche che l’attraversano, passando per una crisi economica che avrà pur passato la fase acuta, ma continua a far sentire i suoi effetti. Gli argomenti per stappare lo spumante scarseggiano ed ecco che allora la Festa dell’Europa, che celebra la pace e l’unità nel giorno dello storico discorso a Parigi, il 9 maggio del 1950, dell’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman, diventa occasione per riflettere sull’Europa di oggi e di domani, sui vizi da non sottacere e sulle virtù da non dimenticare della nostra casa comune.

Tante e diverse le iniziative in programma a Milano per celebrare la giornata: alle 9.30 nella sede di Anci Lombardia in via Rovello spazio alla giornata formativa Unione Europea e Comuni insieme verso il futuro, dedicata in particolare agli utenti del progetto Dote Comune. Alle 18.00 in Sala Buzzati Andrea Graziosi, docente di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli, e la collega dell’Università della Calabria Antonella Salomoni, discutono sul rapporto tra Unione Europea e Stati dell’Est. Sempre alle 18.00 piazza Sant’Eustorgio ospita una manifestazione promossa dalla Commissione milanese di Insieme per l’Europa per chiedere un’Ue fondata su solidarietà, sussidiarietà e bene comune: ci sarà un corteo silenzioso, con l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che camminerà accanto ai rappresentanti delle Chiese cristiane e ai cittadini; sul sagrato della Basilica di San Lorenzo, poi, preghiere, canti e testimonianze.

Incontri, concerti, performance artistiche, spettacoli teatrali, dj set, film, dibattiti, percorsi esperienziali si alterneranno da domani a lunedì prossimo con la prima edizione di Europe City Milano. Il format è quello del festival diffuso, che vedrà decine di eventi gratuiti e interattivi svolgersi contemporaneamente in luoghi inconsueti della città: dai centri culturali alle case dei privati, dai bar alle gallerie d’arte, fino a luoghi simbolo come la Triennale e il Pirellone. Fra le “chicche” ci sarà la possibilità di essere sottoposti alle domande cui devono rispondere i migranti durante la procedura di richiesta di asilo.

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