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A due mesi dal chiacchierato congresso di Verona, le famiglie tornano al centro dell’attenzione: domani si celebra, infatti, la Giornata internazionale delle famiglie, istituita nei primi anni Novanta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Sebbene le famiglie di tutto il mondo si siano notevolmente trasformate negli ultimi decenni in termini di struttura e come risultato delle tendenze globali e dei cambiamenti demografici, le Nazioni Unite – sottolineano in una nota – le riconoscono ancora come unità di base della società e il 15 maggio diventa annualmente occasione per approfondire il tema, promuovendo la consapevolezza delle problematiche relative alle famiglie e aumentando la conoscenza dei processi sociali, economici e demografici che le riguardano.

Le criticità, in Italia e altrove, d’altronde non mancano. Avrete già notato: famiglie, non famiglia. Non si tratta solo del cambio di una desinenza, ma di uno sguardo ampio, tendente a includere il più possibile: in tempi in cui si strizza ripetutamente l’occhio al passato, la giornata assume un respiro più grande, un significato più profondo. L’edizione 2019, poi, si lega a un altro grande tema, quello del contrasto ai cambiamenti climatici. Per approfondire: un.org/en/events/familyday.

Varie le iniziative organizzate in giro per il mondo, qualcosa anche in Italia, dove il tema resta d’attualità. Su Milano, la città che nel 2012 ospitò l’Incontro mondiale delle famiglie, ci sarebbe tanto su cui riflettere, come sulle 18mila famiglie che l’anno scorso si sono rivolte alla Caritas Ambrosiana per chiedere aiuti alimentari a un contesto sociale profondamente cambiato.

Un esempio? Dai dati 2018 dell’Anagrafe comunale emergeva come il primato in città fosse dei nuclei monofamiliari (oltre 400mila), più del doppio delle coppie (163mila), ma con anche cinquemila famiglie abbondanti composte da sei o più persone. Un’occasione persa.


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