A partire da sabato i giudici di pace saranno in sciopero per un mese, fino al 9 febbraio, per chiedere al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, il rispetto del cosiddetto “Contratto di Governo” che prevede «il totale ripensamento della riforma Orlando ed il riconoscimento di tutele economiche e previdenziali ai Giudici di Pace ed ai Magistrati Onorari», quest’ultimi in sciopero dal 21 gennaio.

«I Giudici di Pace – si legge nella nota dei promotori dell’agitazione – garantiscono l’amministrazione della giustizia di primo grado, trattando oltre il 60% delle cause civili e penali, sono stati ancora una volta mortificati da questo Governo, che viene meno agli impegni assunti». E ancora: «I Giudici di Pace sono precari, lavorano “a nero” per lo Stato, privi di tutele previdenziali e assistenziali, con compensi “a cottimo”, variabili in base alla sede di lavoro, senza alcuna delle garanzie costituzionalmente previste a tutela dell’autonomia ed indipendenza della Funzione, nonché dei soggetti che la esercitano».

L’esecutivo gialloverde aveva garantito un impegno concreto in tal senso, ma secondo la categoria starebbe proseguendo «in direzione opposta, affetta da diversi profili di incostituzionalità, in contrasto con i principi stabiliti dall’Europa».

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