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22. 07. 2024 04:48

Glicine Baiamonti, pianta secondaria tagliata alla base (senza nessun preavviso)

Sono passati quasi due mesi da quando il sindaco di Milano Beppe Sala aveva annunciato un cambio di progetto

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Sono passati quasi due mesi da quando il sindaco di Milano Beppe Sala aveva annunciato un cambio di progetto che avrebbe salvato il glicine Baiamonti, nell’omonima piazza di Milano. Nel frattempo è iniziata la cantierizzazione per costruire l’edificio che ospiterà il Museo Nazionale della Resistenza a Milano, ma soprattutto oggi, come denunciato dal comitato Baiamonti Verde Comune, senza nessun preavviso è stata tagliata la pianta secondaria del glicine di piazzale Baiamonti.

Glicine Baiamonti, la situazione

Erano due le piante che davano origine alla copertura viola che poggiava sul tetto del Circolo dei Combattenti. Il tronco principale al momento resiste ancora mentre il tronco secondario è stato tagliato alla base e si procede allo smontaggio del tetto della veranda del Circolo.

Glicine Baiamonti, l’intervista a Margherita Del Piano

Margherita Del Piano del comitato Baiamonti Verde Comune aveva già suonato il campanello d’allarme: «Molti pensano che il glicine sia solo uno ma non è così. Il sindaco Beppe Sala ha parlato di una potatura ma il problema non è la chioma degli alberi quanto le loro radici. Non si sa quanto siano sviluppate sotto terra e se verranno danneggiate dai lavori. Per ora la questione è stata chiusa con una soluzione che sarebbe un compromesso ma bisogna vedere se sarà davvero così».

Non solo il glicine Baiamonti

Il glicine non è l’unica pianta che rischia di essere abbattuta: «Non dimentichiamoci del filare dei tigli che un’altra petizione chiedeva di salvare. Anche in questo caso il sindaco ha dichiarato che due su cinque potevano essere salvati ma si tratta di alberi che non sarebbero stati toccati in ogni caso. Si sta studiando una modifica del progetto, con l’eliminazione di un piano interrato che comporterebbe la perdita di 180 metri quadrati di superficie».

Il glicine Baiamonti e le mura spagnole

Le richieste del comitato un mese fa erano già chiare: «Abbiamo mandato una lettera di diffida al Comune chiedendo che si fermino i lavori fino alla fine di settembre. Esistono delle leggi che vanno a tutelare le piante ma anche gli animali ma non abbiamo ancora ricevuto risposte. Per ora non possiamo fare altro che tenere la situazione sotto controllo. Diciamo che la ditta che lavora si sente molto osservata… Anche ieri gli operai hanno aperto un buco e se non ci fossimo stati lì noi probabilmente avrebbero tirato giù tutto, compreso un ginepro».

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