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07. 12. 2021 20:07

Green Pass falsi: indagato l’ideatore dei cortei di Milano

È questa la fine dei sabato pomeriggio di protesta per le vie della città?

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È indagato con l’accusa di istigazione a delinquere e distribuzione di Green Pass falsi l’ideatore dei cortei di Milano, un 19enne per il quale la polizia ha disposto un decreto di perquisizione. Il giovane ragazzo, attraverso i social network e soprattutto i vari gruppi che sono proliferati su Telegram, distribuiva Green Pass falsi a tutti i No Vax che lo richiedevano. Un vero e proprio lavoro che lo ha reso un punto di riferimento per tutti coloro che lottano contro la certificazione verde, tanto che dall’estate ad oggi ha già distribuito circa mille certificati intestati ad altrettante persone. Tutti rigorosamente falsi.

Il tutto partito da una denuncia

Il tutto è partito da una denuncia che il 19enne milanese aveva subito per aver preso parte a diverse iniziative No Green Pass non coordinate con la prefettura di Milano, uno di quei tanti sabato pomeriggio dove i manifestanti si radunavano in Piazza Fontana senza permesso per recarsi, in massa, verso punti strategici della città come la Stazione Centrale, Palazzo Marino e molti altri. Una persona già conosciuta alle autorità competenti, tanto che il questore di Milano, Giuseppe Petronzi, a settembre aveva già emesso un daspo urbano nei suoi confronti. Di certo il non aver più potuto partecipare alle manifestazioni del sabato pomeriggio non gli ha impedito di produrre Green Pass falsi. Anzi, probabilmente gli ha lasciato maggiore tempo per poterlo fare. 

La mobilitazione per sabato prossimo

Ricevuto il daspo urbano, il 19enne milanese ha proseguito la sua opera di propaganda su Telegram tanto che lo scorso 20 novembre ha anche rilanciato l’idea per una nuova mobilitazione nazionale per sabato 27 novembre in piazza Duomo. Dicendo, oltretutto, che avrebbe partecipato, nonostante il fermo del questore di Milano. Secondo le sue stime un milione di persone parteciperà all’evento. Cosa che, dovesse accadere, andrebbe diametralmente all’opposto rispetto a quanto accaduto finora, visto che i sabato pomeriggio di protesta dei No Green Pass hanno fatto registrare lentamente un calo costante di partecipanti.

Come vendeva i Green Pass falsi

Il ragazzo aveva due fonti social dalle quali rilanciare le sue attività, compresa quella della vendita dei Green Pass falsi. La prima è la chat Telegram “No Green-pass! Adesso Basta! Movimento italiano”; la seconda il gruppo Facebook “No Green Pass Adesso Basta!! Parte 2”. In totale, ci sono circa 32mila utenti iscritti a questi due canali. Dopo la perquisizione e l’analisi del suo smartphone, la polizia ha potuto constatare l’invio a diverse persone di Green Pass falsi. Circa mille, intestate ad altrettante persone. Il giovane, per difendersi, ha dichiarato di averli distribuiti in via totalmente gratuita a chi ne faceva richiesta dopo averli scaricati liberamente dalla rete e che quindi non è una sua opera. È stato denunciato anche per ricettazione.

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