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27. 05. 2022 05:06

Lavoro a Milano: la città dei precari

I nuovi assunti sono tutti a tempo o a partita iva, i dati sono impressionanti

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Parli di lavoro a Milano e scopri che la città è il polo dove esistono più precari che altro. Un dato che deve far riflettere, perché si tratta addirittura del 74% dei nuovi assunti. Nel giorno dopo la festa del lavoro, quella dove si celebra chi tira avanti la carretta nel paese, un dato sul quale governo e sindacati dovranno lavorare. E tutto questo all’indomani della firma del Patto per il Lavoro.

Lavoro a Milano, il regno dei precari

La pandemia da coronavirus ci ha messo del suo, ma è chiaro che qualcosa deve cambiare. Perché nell’area metropolitana di Milano, vale a dire città e provincia, sono stati persi qualcosa come 10mila posti di lavoro in 5 anni. Numeri grandi, per una città che viene da tutti considerata la capitale economica del paese. Senza dimenticare chi lavora in modo «diverso», con contratti a scadenza e partite iva obbligate: «In città c’è una platea di partite Iva monoreddito senza tutele» ricorda infatti Massimo Bonini della Cgil.

I cortei per il lavoro

E Milano si è mobilitata, con cortei per il lavoro che hanno invaso la città: da Porta Venezia a piazza Scala, lì dove i teatranti sono in agitazione, fino a Corso Buenos Aires e Piazza Duomo. Il tutto in un quadro dove i numeri sull’andamento dell’occupazione e della disoccupazione dell’Istat, elaborati dalla Camera del lavoro, innalzano l’attenzione su un quadro preoccupante: la Città metropolitana sta diventando la capitale del lavoro precario. Il raffronto tra i dati degli occupati suddivisi per tipologie di lavoro e quello degli avviamenti è infatti impressionante.

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