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03. 12. 2021 17:12

Lombardia, con la zona rossa boom di lavoro in nero

Unione Artigiani protesta: «Galoppa il lavoro nero di estetisti e barbieri»

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L’obiettivo è sempre lo stesso: puntare a tornare in zona arancione già da lunedì 29 marzo. Per centrare questa meta la Regione Lombardia ritiene di avere in mano numeri che possano evidenziare «qualche leggero miglioramento», come affermato dal governatore Attilio Fontana. Il trend dei contagi, in effetti, avrebbe smesso di crescere assestandosi in una sorta di plateau, che, nell’esperienza ormai maturata in dodici mesi, solitamente rappresenta un’anticamera della discesa.

Attività. Nel frattempo, si fanno sempre i conti con danni e proteste da parte delle categorie più colpite dalla zona rossa. «Siamo vicini ad estetisti, parrucchieri, barbieri, massaggiatori, manicure, tatuatori, piercer e anche ai toelettatori di animali – scrive il segretario generale di Unione Artigiani Milano, Marco Accornero -. Tutti servizi artigiani alla persona costretti alla chiusura e che si sentono beffati e abbandonati. Una situazione che fa esplodere il lavoro nero a domicilio moltiplicando i rischi di contagio».

Vaccini. Sul fronte delle vaccinazioni, Confcommercio e Federdistribuzione hanno annunciato di aderire alla campagna anti-Covid nelle aziende promossa da Regione Lombardia. «Mettiamo in campo tutto il peso del sistema del commercio e del terziario, un bacino di oltre 2,7 milioni di lavoratori in oltre 530 mila imprese. Abbiamo già riscontrato interesse e grande disponibilità da parte delle imprese per offrire la possibilità ai lavoratori di sottoporsi al vaccino – spiegano le due associazioni -. L’auspicio è quello di creare le condizioni per una ripartenza economica e sociale»

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