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23. 10. 2021 06:58

La lotteria di Stato è un “pacco”? Tra costi extra e ludopatia, tutto quello che non convince

Con il nuovo gioco di Stato si vincono ricchi premi, ma le difficoltà sono già evidenti

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Basta iscriversi al sito lotteriadegliscontrini.gov.it/portale/ inserendo prima il codice fiscale, poi il captcha che indirizza a una pagina con il codice lotteria che va stampato, o comunque memorizzato sullo smartphone, e portato sempre in giro quando si fanno gli acquisti: occorre, infatti, mostrarlo in modo che l’esercente possa scansionarlo. Particolare importante: lo Spid non è richiesto.

Come funziona. Per potere giocare è sufficiente una spesa di 1 euro. Ogni euro da’ diritto a un biglietto, per cui un paio di scarpe da 100 euro significa disporre di 100 biglietti. Questo sistema vale sino ai 1.000 euro, che producono mille biglietti, poi qualunque sia la spesa si usufruirà sempre di mille biglietti. Si può pagare, oltrechè con denaro cartaceo, con la carta o con app ma non sono validi gli acquisti on line, per attività d’impresa o per farmaci.

Premi. Ci saranno diverse estrazioni su base settimanale, mensile e annuale. Ogni settimana verranno estratti 15 biglietti che daranno diritto a 25.000 euro, 5.000 andranno all’esercente che ha emesso quello scontrino. Verranno estratti anche 10 premi mensili da 100.000 euro, in questo caso 20.000 vanno al negoziante, e ci sarà una maxi estrazione annuale con un premio da 5 milioni di euro: c’è 1 milione per l’esercente. Tutte le vincite sono esentasse.

Vincite. A differenza delle lotterie tradizionali in cui è necessario controllare le estrazioni per verificare se si risulta tra i fortunati, stavolta si può ricevere il lieto annuncio tramite PEC o raccomandata, da qual momento scatteranno 90 giorni per riscuotere il premio. Per ritirarlo non sarà necessario esibire lo scontrino relativo all’acquisto, può bastare fornire la prova che il pagamento è stato effettuato con strumenti elettronici presentando un estratto conto.

Requisiti. Perché la lotteria possa svolgersi regolarmente è necessario che il negoziante sia dotato di registratore di cassa telematico abilitato. C’è tempo sino al 1° aprile per adeguarsi, un paio di mesi. Esiste, quindi, durante questo periodo il rischio di recarsi in un negozio che ne è sprovvisto, in questo caso non è possibile tentare la sorte.

Painini (Confesercenti): «Ulteriori costi per registratori e Pos»

Un’iniziativa mal congegnata e, per di più, partita nel momento sbagliato. Andrea Painini, presidente di Confesercenti, boccia la lotteria degli scontrini e auspica una proroga per l’acquisto dei registratori di cassa telematici.

Presidente, la Confesercenti è stata consultata dal governo prima del varo del provvedimento?

«Sì, abbiamo fatto sentire la nostra voce chiedendo di procrastinare l’obbligo di acquisto dei nuovi registratori».

Per quale ragione?

«Il costo varia dai 250 ai 400 euro, è una spesa in più per i commercianti. Inoltre abbiamo segnalato il rischio di nuove abitudini dei clienti».

Quali?

«Si cerca di fare più scontrini possibili, ho già sentito che per 4 caffè se ne fanno 4 così c’è maggiore possibilità di vincere».

Non c’è niente di buono?

«Siamo contenti perché si fa un percorso di sprone per la digitalizzazione. Il problema è che lo Stato vuole utilizzare la leva della fatalità per incentivare a non evadere, francamente non mi sembra un buon presupposto per la comunità civile».

L’evasione fiscale è alta, bisogna contrastarla con forza.

«Sono d’accordo ma non si fa con questi mezzi, bisogna indagare nei paradisi fiscali, nei grandi patrimoni».

Sono previsti contributi per l’acquisto dei registratori?

«Non ci sono e c’è a carico dell’esercente anche il costo del Pos».

Insomma tra i commercianti questo provvedimento non è ben visto?

«Non lo è, la categoria è in difficoltà e ha bisogno di politiche chiare dal governo non di cosa come questa».

La lotteria può essere un incentivo ai consumi?

«Non credo, l’obiettivo è di questo provvedimento è fiscale».

Benenti (Federconsumatori): «Favorisce pure la ludopatia»

Non solo inutile ma dannoso. Da Federconsumatori, l’associazione che tutela i consumatori nata nell’88 con il sostengo della Cgil, arriva una bocciatura senza appello. Come spiega a Mi-Tomorrow Carmelo Benenti, presidente della sezione di Milano, si tratta di un provvedimento studiato male che potrebbe provocare effetti negativi.

Perché siete così severi?

«La nostra posizione è chiara: questa iniziativa non toglie e non aggiunge nulla».

L’obiettivo è promuovere il digitale, contrastare l’evasione.

«Non è questo il modo di diffondere la cultura del digitale, molto meglio cancellare le commissioni bancarie che gravano sui commercianti. Inoltre non ci si è resi conto che si rischia di incentivare un vizio molto pericoloso».

A cosa allude?

«E’ una lotteria? Per sua natura incentiva il gioco d’azzardo, mi sembra paradossale farlo in questo momento in cui si cerca di combattere la ludopatia».

La pandemia ha ridotto il fenomeno.

«In apparenza, si è continuato giocare online».

La lotteria è un altro gratta e vinci?

«Ci sono lauti premi, è come la lotteria di Capodanno, è un’altra modalità di gioco che non mi sembra il caso di offrire».

Forse il problema è che i premi sono troppo ricchi?

«No, l’entità dei premi è tipica della lotterie».

Parliamo delle modalità per giocare: iscriversi è facile ma non tutti hanno dimestichezza con internet.

«La scarsa informatizzazione di alcune fasce della popolazione non è il solo problema, ci sono zone poco coperte anche se Milano è una della città con la rete più estesa».

Avrà successo?

«Se ci riferiamo all’uso del digitale non credo, chi lo usava continuerà a farlo mentre chi non lo usava non si sentirà stimolato a cambiare».

Riassumendo: va bene lo scopo ma non il mezzo?

«Sintesi giusta, non si è pensato alle conseguenze, alle difficoltà che incontreranno i piccoli esercizi, i bar»

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